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Perché essere contro Israele

Nel 1895, Theodor Hertzl, ebreo assimilato di origine ungherese, scrisse il manifesto programmatico del sionismo, dal titolo Der Judenstaat (trad. it., Lo Stato ebraico, Genova, Il Melangolo, 1992).
Il manifesto sionista, edito in poche copie, ebbe il suo maggior riscontro nel congresso di Basilea dove si fondò il movimento sionista con questi scopi:
* La costruzione, all’interno delle comunità ebraiche sparse nel mondo, di una coscienza politica sionista, ovvero della consapevolezza che soltanto l’edificazione di uno stato ebraico può risolvere definitivamente la «questione ebraica», sottraendo gli Ebrei alle vessazioni e alle persecuzioni di cui erano fatti oggetto soprattutto nell’Europa orientale, in Russia e in Polonia.
(Questo primo punto è di molti anni precedente alla seconda guerra mondiale. Siamo a fine ottocento; quindi nulla a che vedere con l’orrore della Shoa.)
* La creazione di istituzioni e di organi statuali ebraici, caratterizzati dalla capacità di conciliare le libertà politiche del sistema liberale con le aspirazioni alla giustizia sociale propugnate dai movimenti socialisti.
( Le prime due azioni del movimento sionista furono: la creazione a Londra della Banca Nazionale Ebraica, 1899 per raccogliere e amministrare gli ingenti capitali necessari all’acquisto dei territori. E la creazione del Fondo Nazionale Ebraico , 1900 per l’acquisto dei terreni stessi. )
* La ricerca del consenso delle grandi potenze, che avrebbero dovuto assumere il ruolo di garanti della costituzione di uno stato ebraico indipendente, preferibilmente in Palestina.

Ciò che vi ho scritto qui sopra sono la base del sionismo ed il suo inizio. L’ho scritto ben chiaro, perchè la nuova propaganda sionista si sta incamminando a definire il sionismo come movimento inizialmente buono e senza intenzione di occupare la Palestina; e di conseguenza, si sta iniziando a mettere sullo stesso piano antisemitismo e antisionismo.

Ci sono, però, errori di concetto sul quale si basa il movimento sionista (ovvero, Israele):

1. Se israele dev’essere lo Stato per il popolo ebraico per salvarlo dalle persecuzioni, perchè israele stesso perseguita alcuni ebrei? Solo per fare alcuni esempi: Hanna Arendt, Naturei Karta, Mordechai Vanunu, Ilan Pappe, Noham Chomski… e tanti altri.
2. Su quale base si forma il “popolo ebraico” che compone israele? Per religione, no, sarebbe impossibile; lo stesso Theodor Hertzl è un ebreo assimilato. Così come altri israeliani divenuti, poi, cristiani o come altri israeliani del tutto atei. E qui, andiamo a toccare il punto peggiore… Se “essere ebrei” non si basa (secondo israele) sulla religione, il sionismo ci sta forse dicendo che si basa sulla “razza”???
3. Se israele è stato riconosciuto come Stato ed i suoi abitanti (israeliani) esistono, perchè continuano a mantenere lo status di doppia cittadinanza con doppio passaporto e continuano a vivere anche negli Stati di provenienza?

La seconda domanda che mi sono posta qui sopra è il nocciolo della questione. Il sionismo si presenta proprio come il mezzo per la difesa di una “razza” e la creazione di una nazione per questa razza. Il sionismo è quindi due cose: razzismo e nazionalismo. Se non fosse così, ditemi, come motivare la creazione di uno Stato solo per una religione o solo per un sesso o solo per un colore di pelle o solo per l’adesione ad un manifesto politico?
L’altro punto che stride parecchio è anche questo: la religione ebraica, è appunto, una religione (così come la religione cristiana, cattolica, musulmana, etc. etc.). Sono religioni che un essere vivente abbraccia nel percorso della vita; oppure non ne abbraccia alcuna.
Quindi, facciamo un esempio semplice semplice: padre e madre di religione ebraica, figli che a 18 anni (sempre per fare un esempio) decidono uno di diventare cristiano e l’altro buddista. Che succede in questo caso, vengono sbattuti fuori da Israele?

I fatti (e lo stesso manifesto sionista) ci dicono che il sionismo è nazionalismo, razzismo e nazismo. Sono coloro che contrastano israele ed il movimento sionista ad essere PERSEGUITATI; ecco perchè Israele perseguita gli arabi, gli internazionali che denunciano cosa sono il sionismo ed Israele, e gli ebrei che denunciano (anch’essi cosa sono il sionismo ed Israele) e si oppongono ad essere israeliani.

Per capire veramente cos’è il sionismo, la sua identità, le sue intenzioni e mire, va letto il manifesto sionista. Leggetelo. In Italia lo trovare con prefazione di Gad Lerner (tanto per gradire). Vi farà male leggerlo, fa lo stesso effetto di leggere Mein Kampf.
Chi, come me, soffre davanti alle discriminazioni, davanti al fascismo, davanti al nazismo, davanti al razzismo… starà male dopo averlo letto.

Concludo con un concetto basilare, ma travisato da tutti e dalla Storia:
semiti sono le popolazioni legate a lingue semitiche. I ceppi di lingue semitiche sono 3: Semiti orientali, cioè Assiro-Babilonesi ; Semiti nordoccidentali, cioè gli Amorrei poi suddivisi in Cananei (Fenici, Ebrei e altri) e Aramei; Semiti sudoccidentali, cioè gli Arabi e gli Etiopi.

Ogni volta che si usa, pertanto, la parola “antisemita” nei confronti di chi scrive/parla di Palestina; ecco… stanno approfittando della vostra ignoranza.”.

Articolo pubblicato dal sito www.samanthacomizzoli.blogspot.com.
L’immagine associata all’articolo è frutto di una scelta della Redazione, che non è peraltro juventina, de ILBUIO.org.