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Un popolo di leccaculo

“In piazza contro Salvini ci sono le Sardine.
Ma dove sono i pastori sardi ai quali aveva promesso il latte a 1€ al litro?
Dove sono i lavoratori ai quali aveva assicurato l’abolizione totale della legge Fornero, e delle accise, al primo consiglio dei ministri dell’ormai defunto governo Grilloverde?
Perché gli elettori di Salvini ai comizi non gli chiedono conto delle cazzate che spara, invece di chiedergli un selfie?
E perché gli elettori grillini non riempiono le piazze per chiedere conto al Movimento 5 Stelle di tutti i continui voltafaccia, tradimenti, svendite, e sputtanamenti?
Com’è possibile che Matteo Renzi possa ancora mostrare in giro il suo faccione gommoso, senza che glielo spianino come la pasta della pizza?
Perché Zingaretti non viene spernacchiato a vista, quando proclama che la missione del PD è il titolo dell’ultimo pezzo sanremese di Elio e le Storie Tese, cioè “Vincere L’Odio”?
Il problema degli italiani non è la rabbia.”
Fin qui Alessandra Daniele, in un contributo pubblicato dal sito Carmillaonline.it ed intitolato “Troppo buoni”.
Troppo buoni gli Italiani?
Si lotta, si combatte e si muore in tutto il mondo, dalla Colombia all’Ecuador, da Hong Kong al Libano, dalla Spagna alla Francia, all’Iran e via aggiungendo Paesi e popoli.
Dovunque si lotta, si combatte e si muore; dovunque si protesta per i propri diritti calpestati dalle politiche liberiste dell’Imperialismo. Dovunque tranne che in Italia, il Paese della commedia dell’arte, delle mafie, dell’evasione fiscale, del leccaculismo, la malattia caratteristica dell’opportunismo, e chi più se ne ricorda più ne metta.
Con un popolino così, dove si può andare se non, lentamente ma inevitabilmente, nella discarica della Storia?

E. C.