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Un golpe

“Morte ai traditori! Lunga vita alla libera ed indipendente Repubblica Socialista di Romania. La Storia mi vendicherà (…). Poi iniziò a cantare un pezzo dell’inno Internazionale: ‘In piedi dannati della terra, in piedi forzati della fame’. Non lo finì mai perché avevamo già iniziato a sparare”
(G. Cartianu, La fine di Ceausescu)

Sono passati ormai quasi trent’anni dal crollo del sistema socialista in Romania e dall’assassinio di Ceausescu e consorte (la cosiddetta “zarina della Transilvania”),  neanche Dracula si fosse reincarnato in un dirigente rivoluzionario inviso tanto agli yankees quanto ai Russi.
Fino a che punto ed in quale misura Ceausescu fu vittima di una “Rivoluzione popolare” che pose fine ad un regime tirannico ed oppressivo?
La risposta è arrivata dalle recenti rivelazioni del procuratore militare Marian Lazar, uno dei protagonisti dell’ennesima indagine su quanto avvenuto quasi trent’anni fa a Bucarest. E sono rivelazioni che stanno facendo molto discutere, in Romania.  Secondo Lazar,  la “sollevazione popolare” contro Ceausescu non fu solamente (e men che meno soprattutto)  una rivolta dal basso. “Qualcuno”, infatti, indirizzò e fomentò la rabbia crescente fra la popolazione per assestare un cruento e definitivo scossone al regime. “Abbiamo stabilito”, ha detto  a Radio Romania il magistrato, che “senza ombra di dubbio non ci fu alcun vuoto di potere in Romania nel 1989”. E ciò perché un “comando politico-militare”, la cui composizione non è stata resa pubblica anche perché molti documenti sono stati distrutti, prese immediatamente il controllo del Paese dopo la fuga di Ceausescu, il 22 dicembre.
Ma non basta.
Secondo Lazar, per tre volte, prima dell’esecuzione del Natale 1989, alti ufficiali delle forze armate ordinarono di eliminare la coppia Nicolae-Elena (Ceausescu), dopo l’arresto a Targoviste (1). Inoltre il procuratore militare ha spiegato che la conquista del potere sarebbe stata pianificata in anticipo. Pianificata attraverso una “disinformazione costante della popolazione, lanciata con l’aiuto della televisione e della radio di Stato, oltre che dei canali di comunicazione dell’esercito”, per diffondere il panico tra la gente.
Altro che “spontanea insurrezione popolare”, dunque. Piuttosto un vero e proprio colpo di stato abilmente orchestrato. Come nella “migliore” tradizione imperialista, che da sempre intreccia l’attività delle immancabili “agenzie straniere” (leggi CIA, Mossad e feccia simile), delle ONG, della propaganda controrivoluzionaria, ecc. con la mobilitazione complice del “popolo oppresso”, cioé dei sicari interni.
(1) Località della Romania dove i coniugi Ceausescu furono arrestati dai controrivoluzionari

Red4