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Francesco e la teologia della liberazione - 2

Ma torniamo alla Teologia della liberazione, che, come abbiamo visto, nacque come un movimento a beneficio degli oppressi contro la  gerarchia sacerdotale.
E’ noto e dimostrato storicamente che quando gli oppressi cominciano a svegliarsi, gli oppressori li reprimono duramente. E quando non è possibile reprimerli, gli oppressori tentano di cooptare, di appropriarsi dei movimenti e di cambiare le ideologie che li sostengono per trasformarle in nuovi strumenti di dominazione e di controllo.
Questo accadde con la Teologia della Liberazione; e con la sua supposta branca autonoma: la Teologia del Popolo.
La Teologia del Popolo è una versione “rivista e corretta” della Teologia della Liberazione, epurata da ogni possibile richiamo al marxismo, posto che mentre il marxismo non può prescindere dalla lotta delle classi, la nuova Teoria del Popolo sostituisce la lotta di classe con “l’alleanza delle classi”, la quale soffoca le potenziali ribellioni delle classi lavoratrici avvolgendole in una sorta di “corporativismo conformista”.
La Teologia del Popolo si sta affermando strategicamente con la metodologia della “rivoluzione passiva”, che consiste nell’assumere alcune rivendicazioni centrali e fondamentali per l’azione dei movimenti di base. E una volta adottate determinate rivendicazioni, si comincia progressivamente a svalorizzarle per presentarle come irrealizzabili perché potrebbero mettere in crisi il potere costituito.
La supposta irrealizzabilità, che è il nucleo centrale della svalorizzazione, è accompagnata da alternative che vengono presentate invece come, loro sì, “realizzabili”.
Attraverso questo meccanismo si prende il controllo delle iniziative delle organizzazioni promotrici delle rivendicazioni, ivi compresi i partiti politici, e si infiltrano con l’ideologia principale della Chiesa conservatrice, ovvero la Dottrina sociale della Chiesa.
In termini più semplici, si sostituiscono le dottrine economiche e politiche socialiste, presentate come irrealizzabili, e si sostituiscono con le dottrine della Chiesa.
La conferma di tutto ciò si è avuta con la pubblicazione dell’ultimo libro di Bergoglio “Terra, casa, lavoro: discorsi ai movimenti popolari” (cfr. papa Francesco, Terra, casa, lavoro: discorsi ai movimenti popolari, Ponte alle grazie 2018)
Abbiamo visto che Bergoglio è un gesuita che ha militato nella organizzazione Guardia de Hierro, una fazione del peronismo ultracattolico nazionalista di destra capace di camuffarsi adottando pratiche di organizzazioni di sinistra, con una presenza strategica e ambigua tra poveri e sindacati dei lavoratori.
Le figure che hanno influenzato e determinato la sua formazione anticomunista e di destra ultraconservatrice, sono state Lucio Gera, teologo e principale ideatore della ideologia della Teologia del Popolo; Juan Carlos Scannone, anche egli gesuita e attualmente il principale sostenitore della Teologia del Popolo e Antonio Quarracino, Arcivescovo di Buenos Aires e presidente della CEI Argentina, promotore dell’amnistia ai militari genocidi della dittatura 1976-1983.
Bergoglio e Quarracino dichiararono pubblicamente di appoggiare i movimenti dei preti che operavano a favore dei poveri e degli oppressi, e nel frattempo epurarono la chiesa argentina, ed in particolare l’ordine dei gesuiti, da tutti quei preti che si erano espressi a favore della Teologia della Liberazione e delle istanze marxiste.
Nel contempo cominciarono progressivamente a lavorare per l’affermazione della sostitutiva Teologia del Popolo.
Quarracino e Bergoglio hanno condiviso fortemente l’odio verso i collettivi LGBT, e una forsennata avversione contro aborto e contro i diritti dell’autodeterminazione femminile, ma entrambi si sono mostrati abili politici nel veicolare un’apparente adesione a tematiche relative a diritti umani, mentre invece, sotto il profilo sostanziale, miravano a mantenere inalterata la posizione conservatrice della Chiesa.
L’Italia è il primo laboratorio di attuazione delle politiche vaticane della teoria del popolo, ma le vere mire espansionistiche sono rivolte aIl’Europa dell’Est e alle Americhe del Sud.
“Bergoglio dice cose di sinistra” oppure “Bergoglio è l’unico che parla di dignità del lavoro e del diritto dei poveri” o ancora “Bergoglio ha posto una attenzione mai vista ai problemi dell’ambiente”, sono un palese esempio di trappola ideologica della Teologia del Popolo nella quale sono incappati i catto-comunisti, le maestrine dalla penna rossa, i partiti ed movimenti di sinistra (imperialista).
Confondere teorie politiche, economiche e sociali, con politiche teocratiche, è di certo un problema per quei partiti e per quei movimenti, ma purtroppo non è rimasto confinato nei loro ambiti perché è già diventato problema della nazione (cfr. democrazia-atea.it, da cui sono perlopiù tratte queste considerazioni).
A questo punto, c’è ancora chi può credere ad un Francesco “amico dei poveri, della povera gente”, in una parola, ad un papa “comunista” o comunque “di sinistra”?

2. Fine seconda ed ultima parte.

Ravachol

L’immagine è tratta dal film di Luis Bunuel “La via lattea”.