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I sionisti vanno all'Università

La notizia vale senz’altro la pena di essere riferita e commentata. Anche perché, tanto per cambiare e per comprensibilissime ragioni, i giornaloni ed i media di regime si sono premurati di occultarla o quasi.
Siamo a Milano, in via Conservatorio 7. Siamo cioé all’Università statale, quella che una volta era un laboratorio di idee e di movimenti mentre oggi è ridotta ad un ovile di fancazzisti e di nostalgici della goliardia.
E’ il 9 ottobre; ed in programma, a Scienze politiche, c’è una conferenza dal titolo “Parliamo di Palestina”- L’oratore é Miko Peled, medico, figlio di un  ex-generale sionista e sostenitore della causa palestinese e della BDS (campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele).
Ma Miko Peled critica Israele e ne denuncia senza esitazione  i crimini. Succede, allora che Comunità ebraica di Milano, volendo tacitarlo come nella peggior tradizione di chi potete facilmente immaginare, chiede al rettore Franzini e al Consiglio di Facoltà di occuparsi loro di imbavagliare l’oratore sgradito. Con la ridicola e per molti versi preoccupante motivazione che l’incontro in questione si  sarebbe svolto in un giorno… coincidente con una festa ebraica (lo Yom Kippur) celebrata in Israele! (1)
Che si tratti di un volgare pretesto, di una chiara accusa strumentale, è dimostrato se non altro dal fatto che  nessuno è  obbligato a conoscere le festività  religiose degli ebrei o di altre comunità o confessioni religiose che non sono inserite nel calendario della Repubblica italiana.
Ciò nonostante l’intimidazione arrogante della Comunità ebraica di Milano trova immediata soddisfazione e successo: i responsabili dell’Università statale, dunque laica, non Cattolica, annullano prontamente l’iniziativa. Succede così che il Consiglio della Facoltà in cui doveva svolgersi l’evento, si piega all’imposizione della Comunità ebraica: poiché il 9 ottobre è la festa ebraica del Kippur la conferenza non si può e non si deve fare!
Incredibile, ma, ahimé, vero.
Alcune considerazioni si impongono senz’altro.
La prima.  In Italia, l’Università è un luogo non di insegnamento ma di culto? Ed i dirigenti, i membri del Comitato di Facoltà di Scienze Politiche Economiche e Sociali, gli stessi docenti sono ministri di una credenza religiosa che, oltretutto, non è neanche maggioritaria nel nostro sfortunato Paese? O sono forse agenti, attivi o passivi poco importa, di uno Stato straniero noto per la sua politica neo-coloniale e filo-imperialista e per il regime di apartheid che applica entro i propri confini? In ogni caso, perché non si sono dimessi? Perché nessuno ha chiesto le loro dimissioni? Che ci stanno a fare, i supposti “organismi di controllo” della gestione dell’Università, i rappresentanti sindacali e quelli degli studenti?
La seconda. Non occorre essere “sovranisti” o nazionalisti per chiedersi: chi comanda oggi in Italia? Solo i nordamericani? Per caso, e all’insaputa di tutti, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è un sionista?
Per dirla con uno slogan pubblicitario in voga anni fa, “meditate, gente, meditate”…

(1) “Quest’oggi abbiamo ricevuto una lettera da parte della presidente del Dipartimento di Scienze Politiche Economiche e Sociali in cui ci veniva comunicato che il nostro evento di domani sarebbe stato sospeso per la coincidenza con la festività ebraica dello Yom Kippur. Inoltre il sito ufficiale della comunità ebraica milanese ha pubblicato un articolo online in cui afferma che è inaccettabile che l’Università Statale di Milano dia spazio a momenti da loro percepiti come offensivi per la religione ebraica.”. Dal comunicato del collettivo universitario “Fuori luogo”, organizzatore dell’evento.

Luca Ariano