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Palle salviniane

L’ex ministro degli Interni, Matteo Salvini; è, in realtà, un comico mancato, una sorta di Ridolini lumbard. E non solo perché ha proclamato “tolleranza zero” dopo che, a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, il 28 luglio scorso un ghanese ha picchiato alcuni passanti al grido di Allah Akbar “con uno zaino contenente il Corano” (cfr. BolognaToday del 29 luglio)!
L’8 agosto, invece, durante un comizio a Pescara, il leader della Lega, uno che non si fa i selfie con i bambini perché i piccoli si spaventano, ha criticato coloro i quali, negli ultimi anni, sono stati favorevoli all’accoglienza dei migranti nel nostro Paese.
Secondo il cazzaro meneghino, “quelli che fino all’anno scorso ne facevano sbarcare 200 mila l’anno (…) si prendevano 35 euro al giorno per ogni immigrato. E portavano a casa 6 miliardi di euro sulla pelle di questa gente”.
Ma le cose stanno davvero così?
Secondo il leader leghista, “fino all’anno scorso” sono sbarcati in Italia 200 mila immigrati l’anno.
La realtà è invece un’altra.
Innanzitutto, non è vero che fino all’anno scorso sbarcavano nel nostro Paese 200 mila persone. Nel 2018 gli arrivi sono stati oltre 23 mila e nel 2017 quasi 120 mila. Dal 2016 (circa 180 mila arrivi), gli sbarchi sono infatti in costante calo.
In secondo luogo, non è vero che le strutture di accoglienza guadagnano 35 euro al giorno per richiedente asilo. Questa cifra è il costo medio stimato dallo Stato per ogni singolo migrante accolto, ma fa riferimento a diverse voci di spesa, tra cui i costi del personale e dell’integrazione.
In terzo luogo, non è vero che ogni anno l’Italia spende 6 miliardi di euro per l’accoglienza. Nel 2017 sono stati spesi 4,3 miliardi. Nel 2018, si stima che i costi relativi ai migranti siano stati anche inferiori ai 4 miliardi di euro. Di questi, oltretutto, solo una parte va effettivamente nell’accoglienza. Il resto era stato stanziato, tra le altre cose, per il soccorso in mare.
Insomma, per l’ennesima volta il cazzaro leghista, uno che da piccolo (forse) era un bambino prodigio, ma che ha continuato ad essere un bambino cessando di essere un prodigio, ha perso l’occasione per stare in silenzio. E per cercare di farsi dimenticare una volta per sempre non solo dal Fisco che pretende la restituzione dei 49 milioni rubati. Rubati, tanto per non farsi accusare di razzismo, a tutto indistintamente il popolo italiano.

Red3