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Coerenze ecologiste

L’ex-amministratore delegato di Expo 2015  inquisito dalla Magistratura del capoluogo meneghino, Giuseppe Sala, il 21 maggio 2019 ha dichiarato lo “stato di emergenza climatica” (1).
Passa poco più di un mese, lo stesso Sala, in compagnia (combutta?) di un consistente numero di “alti papaveri”, festeggiava in modo scomposto, alzando belluine grida di giubilo, l’assegnazione a Milano e Cortina delle Olimpiadi invernali 2026.
Vale a dire di un “grande evento” dispendioso, energivoro e distruttivo, devastante per ogni territorio che lo ha subìto.
Trattandosi infatti di una kermesse sempre più sgradita, schivata da sempre più città, soprattutto perché genera voragini di debito pubblico e spinge chi l’ha ospitata nel baratro della shock economy neoliberista.
Per citare un caso, quello a noi più vicino, le Olimpiadi invernali 2006 hanno ridotto Torino ad un livello da cui il capoluogo piemontese non si è ancora ripreso.
Quando si dice la coerenza ecologista di certi sindaci tanto amati dalla sinistra imperialista, dalle maestrine dalla penna rossa e dalle mandrie al séguito.

(1) “Il Consiglio comunale di Milano ha approvato la mozione sull’emergenza climatica ed ambientale presentata il 16 Maggio 2019 dal movimento Fridays For Future. Milano è così la prima grande città italiana a farsi carico di questo impegno verso i cittadini e verso il Pianeta. La città di Milano, tramite i suoi rappresentanti, si impegna “a dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale, a predisporre entro sei mesi iniziative per la riduzione delle emissioni e per l’introduzione di energie rinnovabili, per incentivare il risparmio energetico nei settori della pianificazione urbana, nella mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, sviluppando ulteriormente il progetto di riforestazione urbana già in atto”. Con l’approvazione del documento l’aula di Palazzo Marino aderisce allo sciopero mondiale contro i cambiamenti climatici del pianeta.

Red4