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Guerriglie colombiane

In base ai dati in possesso dell’agenzia giornalistica Reuters, assommano a quasi un terzo del totale dei combattenti “smobilitati” gli ex guerriglieri colombiani che, nonostante avessero firmato,  nel 2016,  l’accordo di pace, sono tornati a essere responsabili di “attività illegali”.
Con l’accordo di pace, lo ricordiamo, le autorità governative colombiane  (leggi: i sicari e gli agenti locali dell’imperialismo gringo) cercarono di porre fine ad un conflitto interno che si protraeva da più di mezzo secolo e di convertire (è il caso di ricorrere a questo verbo!) i combattenti delle FARC in partito politico attraverso la garanzia di rappresentanze parlamentari e la concessione di una amnistia per alcuni tipi di delitto.
Come parte dell’accordo di pace, più di seimila guerriglieri di quello che è stato il più forte esercito rivoluzionario dell’America Latina deposero le armi. Solo trecento, infatti, decisero successivamente (nel novembre del 2016), di ritornare in clandestinità.
Oggi il Governo filo-USA della Colombia calcola che il numero egli ex-combattenti che sono tornati ad operare nelle selve e sulle montagne del Paese è cresciuto fino a raggiungere le 2.300 unità (nel numero rientrano tanto gli ex-combattenti veri e proprio quanto le nuove reclute).
Dirigenti della Forza Alternativa Rivoluzionaria del Comùn, il partito a cui hanno dato vita gli ex-FARC, hanno tenuto a sottolineare che alcune delle ragioni per le quali molti si sono dati alla clandestinità consistono nei ritardi con cui vengono applicati gli accordi di pace e nell’assassinio di 139 ex-combattenti smobilitati alla fine del 2016.
Il rapporto da cui siamo partiti si occupa anche dell’altro gruppo guerrigliero colombiano, quello del’ELN ( Ejército de Liberaciòn Nacional). Il quale arriverebbe a contare 2400 combattenti. Il che significa un aumento di quasi l’8% dalla fine del 2018.
A proposito dell’ELN, c’è da dire che i governanti colombiani si rifiutano di trattare con questa guerriglia se prima essa non deporrà le armi.
Una condizione che l’ELN non prende neppure in considerazione.

Red7