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Rubrica periodica


BERGOGLIO E IL GENOCIDIO ARGENTINO IN DIFESA DELL’ORDINE CRISTIANO.


Papa Bergoglio – non solo perché la sua figura è controversa, ma in quanto ” Papa argentino ” – è un uomo di quella Chiesa cattolica la cui gerarchia, con poche lodevoli eccezioni, avallò silenziosamente in alcuni casi e in altri fu direttamente complice della dittatura in generale, e in particolare per i crimini commessi dal terrorismo di stato, tra cui l’appropriazione dei bambini figli degli scomparsi.
Mentre Bergoglio, in arte, Rey Francisco Primero, nella percezione degli italiani, indotta dall’informazione mediatica, continua il suo meraviglioso viaggio tra inni di osanna, pediluvi, allegoriche salita al Golgota, e discorsi (omissis), in Argentina i suoi crociati stanno subendo il martirio. (…)
Il giornale argentino Mirada al Sur qualche giorno fa pubblica un articolo dal titolo Cruzados del último genocidio argentino (I crociati dell’ultimo genocidio argentino). Il questo articolo (…) viene riportata una notizia sconvolgente e una foto che autentica i fatti riportati: «Giovedì scorso – un giorno dopo l’elezione del Papa Bergoglio –, i 44 Repressori che stanno per essere giudicati dal tribunale di Córdoba, accusati di delitti di lesa umanità commessi nel campo clandestino de detenzione di La Perla, entrarono nella sala del tribunale esibendo sui loro abiti un distintivo coi colore giallo e bianco della bandiera del Vaticano, i colori della Chiesa. La loro intenzione fu quella di trasformare la sala del Tribunale in una tribuna che permettesse loro di sottolineare una tacita consegna: quella della morte.  Per farlo si vestirono, per così dire, con una nuova uniforme di crociati. Quella dei crociati dell’ultimo genocidio argentino, perpetrato in nome di Dio e giustificato – è meglio ripeterlo perché lo fecero fino a stancarsene – in difesa della civilizzazione occidentale e cristiana.»

Basta leggere questa dichiarazione del Nunzio apostolico in Argentina, Pio Laghi, per avere la certezza  su quanto dice il giornalista argentino: «… i valori cristiani sono minacciati dall’aggressione di una ideologia che è rifiutata dal popolo. Per questo ognuno ha la sua quota di responsabilità, la Chiesa e le Forze Armate: la prima sta inserita nel Processo e accompagna la seconda, non solamente con le sue preghiere, ma anche con azioni in difesa e promozione dei diritti umani e la patria …» (27 giugno 1976).
Scrive il giornalista «Il gesto (quello dei criminali alla sbarra N.d.R.) non fu gratuito né tantomeno una vuota provocazione. Per loro, l’elezione dell’arcivescovo di Buenos Aires è carica  – anche– di senso. Papa Bergoglio (…) è un uomo di questa Chiesa Cattolica che, con scarse e onorate eccezioni, appoggiò, silenziosamente in alcuni casi e in altri fu direttamente complice, della dittatura in generale e particolarmente dei crimini commessi mediante il terrorismo di Stato, tra questi l’appropriazione di figli dei desaparecidos. E per questi fatti non fece mai una autocritica istituzionale.»
Come ormai sappiamo Chiesa cattolica, potere economico, militari, politici, Cia, dalla fine degli anni cinquanta, prepararono la logistica, indottrinarono e addestrarono i loro uomini con un fine preciso e lucido: eliminare la parte migliore del paese che, secondo loro, voleva: «… sovvertire l’ordine cristiano, la legge naturale o il progetto del Creatore».

L’articolo, nella sua versione integrale, può essere letto sul sito Igiornielenotti.
L’immagine che accompagna l’articolo è la stessa della versione originale.