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La (loro) sicurezza

Quando finalmente questo Governo di fascistelli e di mafiosetti sarà solo un (brutto) ricordo del passato, al nostro sfortunato Paese, “dove suona sempre il sì” ai demagoghi, a madonnari ed ai servi dei nordamericani, cosa resterà?
Di sicuro un fronte reazionario e fascistoide al 36-38%, un pensiero dominante fatto di cultura piccolo borghese, di egoismo, di egocentrismo, di paure e di precarietà, dell’ultimo nella scala sociale come spazzatura, vergogna  e marciume E una massa sociale ancora più incazzata, disillusa, priva di qualsiasi punto di riferimento.
E resteranno le norme a dir poco indecenti di un decreto sicurezza di cui la marmaglia pentastellata porterà per sempre, dovunque arriveranno a collocarla le scelte demenziali dei comici professionisti e dilettanti che la guidano a colpi di mouse, la responsabilità politica, oltre che morale.

Infatti, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del provvedimento liberticida voluto dai fascio-pentastellati,  le norme contro il diritto di manifestazione, la possibilità di protestare e quella di soccorrere gli immigrati in mare, sono divenute legge dello Stato.
Il Decreto Sicurezza bis, che ha addirittura aggravato quello già in precedenza approvato da questo stesso Esecutivo “popolare”, si compone di 18 articoli.

Solo i primi cinque sono dedicati alla repressione del soccorso degli immigrati, in particolare per quanto riguarda il soccorso in mare.

Ma già dall’art.6 tutto è concentrato sulla repressione delle manifestazioni politiche o sportive con norme pesantemente più repressive di quelle previste dal decreto precedente. “ Si introduce una nuova fattispecie delittuosa, che punisce chiunque, nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, utilizza – in modo da creare concreto pericolo a persone o cose – razzi, fuochi artificiali, petardi od oggetti simili, nonché facendo ricorso a mazze, bastoni o altri oggetti contundenti o comunque atti ad offendere”. Sono previste aggravanti “qualora i reati siano commessi nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico”.

Nelle manifestazioni pubbliche e aperte al pubblico è vietato l’uso dei caschi o di qualsiasi altro dispositivo che renda irriconoscibile una persona. All’articolo 7 si prevede di inasprire le pene per chi compie una serie di reati: “Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale”, “Resistenza a un pubblico ufficiale”, “Violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti”, “devastazione e saccheggio”, “Interruzione di ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità”. Sono inoltre inasprite le pene per oltraggio a pubblico ufficiale.
Di questo ennesimo lascito di un Governo indecente e fascistoide, dovremo essere “grati” a chi, per pura fame di potere, anziché “cambiare tutto”, ha lasciato tutto peggio di prima. Con grande soddisfazione di codici, sbirri, galere, torturatori di Stato e via elencando le dita del braccio armato dello Stato borghese.

Red3