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Cattive compagnie

“Le cattive compagnie conducono l’uomo alla forca”
Proverbio toscano

Putin, il leader russo che riscuote la “simpatia” anche dei comunisti-aziendalisti (poco comunisti e molto aziendalisti) nostalgici della Unione Sovietica di Lenin e di Stalin solo perché, per loro, la Russia è un “logo”, un “marchio di fabbrica” a cui restare fedeli indipendentemente da chi ne controlla formalmente la proprietà, in Italia ha anche (e soprattutto!) estimatori di destra, compresa quella estrema.
Forza Italia, Lega, Movimento5stelle e  CasaPound sono i partiti e le organizzazioni che più di tutti hanno espresso giudizi positivi sull’attuale leader russo.
A tracciare la strada  è stato il Superviagra di Arcore, Silvio Berlusconi, già dall’inizio degli anni Duemila.
Ancora di recente, nel corso di un programma (Otto e mezzo) condotto da Lilli Gruber, Berlusconi ha ribadito la sua volontà di istituire una flat-tax “come quella in vigore a Mosca”.
L’amicizia fra i due ha, com’è noto, risvolti anche personali: Berlusconi e Putin sono stati spesso insieme in situazioni conviviali, e il leader di F.I. ha avuto modo di ospitare in più di una circostanza lo “zar russo”-
Non è da meno la Lega di Salvini, il quale é arrivato a definire Putin “uno dei migliori uomini di governo al mondo” (cfr. RAINEWS del 28 novembre 2017).
Se si esamina il programma della Lega salviniana, la Russia compare in ben tre categorie (immigrazione, politica estera e difesa, evoluzione digitale) e viene sempre definita come un partner “fondamentale per l’Europa”. Uno dei punti forti per migliorare le relazioni Italia-Russia, per la Lega, è infatti la rimozione delle sanzioni imposte alla Russia dopo la crisi della Crimea. Ad ulteriore conferma della natura delle relazioni e della vicinanza fra il Cremlino ed i padan-fascisti della Lega, c’è la agenzia di stampa del governo russo Sputnik, sul cui sito, il 29 gennaio 2018, è comparsa un’intervista ad Armando Siri, il consigliere economico di Salvini, in cui vengono elencati i supposti  benefici della flat-tax. Per tacere poi dei recenti sviluppi della vicenda della sospetta truffa ordita da leghisti e putiniani al Metropol di Mosca…
Ma anche Casa Pound, l’organizzazione dei dementi neo-nazisti dedita alla violenza sulle donne ed al culturismo, l’ultima spiaggia dei mentalmente svantaggiati, nel 2017 e per bocca del suo duce Simone Di Stefano, ha espresso il suo compiacimento per Putin, oltre che… per Trump. “Mi sono simpatici entrambi”, ha dichiarato al Corriere della sera la caricatura pezzente del palestrato-minorato.
A chiudere, il M5Stelle, questa accozzaglia di incapaci presuntuosi e di “poveracci” frustrati.
Inizialmente, è vero, Beppe Grillo era molto critico nei confronti della Russia putiniana. In un post del 2006, il comico genovese (e chi, se un comico, poteva essere il leader di una compagnia di avanspettacolo come il Movimento pentastellato?!) parlava della Russia come di “una democrazia basata sull’esportazione di gas e petrolio. Senza, tornerebbe ad essere una dittatura”.
Anni dopo, nel 2017, in un’intervista al giornale Le Journal de Dimanche, Grillo descrive Putin come l’uomo politico “che dice le cose più sensate in materia di politica estera”.
E qui ci fermiamo. Comunque non perché ci manchino altri aggiornamenti e più recenti sviluppi.

Luca Ariano