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Il ritorno dei democristiani

L’attuale Governo, il sedicente “Governo del cambiamento”, in realtà non ha cambiato e non sta cambiando proprio nulla, com’è noto e com’è ampiamente verificato e verificabile.
Infatti,  l’Esecutivo formalmente presieduto dal pentastellato con tanto di figurina di padre Pio nel taschino Giuseppe Conte ha tutta l’aria di essere una riedizione sciagurata e mortifera della vecchia DC. Cioè di un partito “servo di due padroni” come l’Arlecchino della Commedia dell’Arte (il Vaticano e gli USA).
Un partito-governo di cattolici, di bigotti e baciapile risultante dall’osceno matrimonio d’interesse (e di potere) fra due “anime”, una considerata “di sinistra” l’altra dichiaratamente di destra. Come per l’appunto avveniva  nella vecchia DC.
Dei pruriti clerico-baciapileschi di Matteo Salvini è stato già detto molto, anche da noi de ILBUIO.
Molto meno di quelli del Movimento5stelle, i catecumeni della Politica italiota.
Lasciamo comunque la parola (pardon: la preghiera) ai diretti interessati.
Non senza aver prima ricordato che il M5s(stalle del presepio) è nato, per scelta!, il giorno di san Francesco, come si leggeva, nel 2013, nel blog di Beppe Grillo, il santo-comico fondatore.
“Abbiamo fondato il Movimento il 4 di ottobre, il giorno di san Francesco, prima che ci fosse il Papa, questo qui. Lui ha copiato un pochino, lui è grillino!” (Beppe Grillo dal palco del V-Day, a Genova, il primo dicembre 2013)
Dal 4 ottobre 2009, ogni anno, immancabilmente Grillo (e, fino al 2015, anche Casaleggio senior) ha festeggiato l’anniversario dell’evento celebrandolo come “il ritorno al cristianesimo delle origini” (dichiarazione del 2013)!
Nel novembre di due anni fa, in occasione del suo viaggio a Washington, Luigino Di Maio corona i percorso catecumenale chiedendo un incontro con il cardinale Pavolin, nella capitale USA, ma guarda un po’ il caso!, per il centenario della Conferenza episcopale americana.
“Ci sono molte affinità fra il francescanesimo e il M5s”, è scritto in un post non firmato sul blog di Beppe Grillo del 16 marzo 2013.
“Io sono credente. Non super-praticante, ma la presenza di dio la dento molto” (Luigi Di Maio, intervistato da Vanity Fair, 31 maggio 2016).
“Questa è casa mia, la Chiesa è casa mia, io sono cattolico”. (Gigino Di Maio in visita al chiostro della basilica di santa Maria sopra Minerva, 26 luglio 2016).
“E’ la prima volta che vengo in Duomo, è un grande momento legato alla nostra religione e alla fede, sono un fedele e quindi mi faceva piacere esserci, l’ho vissuto prima di tutto come cittadino, poi come istituzione” (Di Maio presso il duomo di Napoli, poco prima di baciare l’ampolla di san Gennaro, 19 settembre 2017).
Qui comunque ci fermiamo, sopraffatti dal fetore di incenso e di piaggeria clericale.
E questi bigotti stupidi ed ignoranti formerebbero una delle due costole (bibliche) del Governo “del cambiamento”?!
Ma cambiate l’abito (talare), che è meglio!

Ravachol