Canale Video


Calendario

Dicembre 2019
L M M G V S D
« Nov    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Archivio Articoli

Lenin e gli Stati Uniti d'Europa

Europa sì, Europa no, sovranismo sì, sovranismo no; dentro l’Europa sì, dentro l’Europa no… : il dibattito su queste categorie e su queste problematiche, che esprimono il riflesso sul piano politico delle conseguenze prodotte dall’attuale grado di sviluppo del capitale imperialistico, non conosce né pause né sostanziali cambiamenti di tono.
E non conosce neppure, fatte poche eccezioni, la registrazione del punto di vista dei Classici del Marxismo, di Lenin prima di tutti.
Cosa pensava Lenin degli Stati Uniti d’Europa, vale a dire  dell’Europa come federazione di Paesi imperialisti?

“La parola d’ordine degli Stati Uniti repubblicani d’Europa (…) è assolutamente inattaccabile come parola d’ordine politica, rimane pur sempre da risolvere la questione del suo contenuto e significato economico. Dal punto di vista delle condizioni economiche dell’imperialismo, ossia dell’esportazione del capitale e della spartizione del mondo da parte delle potenze coloniali “progredite” e “civili”, gli Stati Uniti d’Europa in regime capitalistico sarebbero o impossibili o reazionari.
Il capitale è divenuto internazionale e monopolistico. Il mondo è diviso fra un piccolo numero di grandi potenze, vale a dire fra le potenze che sono meglio riuscite a spogliare e ad asservire su grande scala altre nazioni. (…)
Così è organizzata, nel periodo del più alto sviluppo del capitalismo, la spoliazione di circa un miliardo di uomini da parte di un gruppetto di grandi potenze. E nessun’altra forma di organizzazione è possibile in regime capitalistico. Rinunciare alle colonie, alle “sfere di influenza”, all’esportazione di capitali? Pensare questo, significherebbe mettersi al livello del pretonzolo che ogni domenica predica ai ricchi la grandezza del cristianesimo e consiglia di fare dono ai poveri… (…)
Certo, fra i capitalisti e fra le potenze sono possibili degli accordi temporanei. In tal senso sono anche possibili gli Stati Uniti d’Europa, come accordo fra i capitalisti europei… Ma a qual fine? Soltanto al fine di schiacciare tutti insieme il socialismo in Europa e per conservare tutti insieme le colonie accaparrate contro il Giappone e l’America, che sono molto lesi dall’attuale spartizione delle colonie e che, nell’ultimo cinquantennio, si sono rafforzati con rapidità incomparabilmente maggiore dell’Europa arretrata, monarchica, la quale comincia a putrefarsi per senilità. In confronto agli Stati Uniti d’America, l’Europa, nel suo insieme, rappresenta la stasi economica. Sulla base economica attuale, ossia in regime capitalistico, gli Stati Uniti d’Europa significherebbero l’organizzazione della reazione per frenare lo sviluppo più rapido dell’America. (…)
Gli Stati Uniti del mondo (e non d’Europa) rappresentano la forma statale di unione e di libertà delle nazioni, che per noi è legata al socialismo, fino a che la completa vittoria del comunismo non porterà alla sparizione definitiva di qualsiasi Stato, compresi quelli democratici.”
(Vladimir Lenin, da “Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa”, 23 agosto 1915)

Red4