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La lotta riprende

Le armi non si lasciano mai. Si prendono soltanto
Anonimo

Un terzo dei guerriglieri delle FARC ha ripreso le armi

Più di 2300 ex-guerriglieri delle FARC colombiane hanno deciso di riprendere le armi dopo il fallimento dell’accordo di pace  di tre anni fa.
Nel 2017, infatti, mediante l’accordo di pace del novembre 2016 fra le Forza Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) ed il regime del presidente Juan Manuel Santos, in Ciolobia si cercò di porre termine ad un conflitto che durava da quasi mezzo secolo.
In base agli accordi, nel Paese sudamericano, bastione dell’imperialismo gringo, la Guerriglia venne convertita in partito politico, denominato Fuerza Alternativa Revolucionaria del Común (FARC), ad alcuni dei cui esponenti furono garantiti seggi nel Congresso bolivariano.
Come parte del medesimo accordo. Più di seimila combattenti dell’ormai ex-guerriglia decisero di deporre le armi, mentre solamente trecento “integranti” scelsero di restare in clandestinità (queste le cifre ufficiali; in realtà altre fonti riferiscono dati diversi, molto più alti).
Secondo un rapporto confidenziale dell’agenzia britannica di notizie, la Reuters, segnala da parte sua, che i sopravvissuti dell’”estinta” guerriglia che operano nelle selve e sulle montagne colombiane è cresciuto fino a raggiungere le 2300 unità, cifra che indica un drastico aumento rispetto ai circa trecento di cui si parlava al momento degli accordi di pace.
Gli ex-combattenti hanno ripreso le armi dopo che più di cento di loro erano stati proditoriamente assassinati; e che l’insicurezza giuridica ed i mancato rispetto degli accordi di pace avevano contraddistinto la pratica del regime neo-narcos colombiano
L’attuale narco-presidente della Colombia, Ivàn Duque,  critica l’accordo di pace e, nel proprio discorso al momento del giuramento, nell’agosto 2018, non ha mancato di segnalare che ci sarebbe stati dei “correttivi” agli accordi di pace.
Lo scorso 20 maggio, invece, l’ex-comandante delle FARC, Ivàn Màrquez, ha ammesso che era stato un “grave errore” aver deciso di consegnale le armi ad uno Stato “imbroglione” (tramposo) come lo Stato colombiano.
Ciò nonostante, la lotta delle FARC continua…
Parte delle informazioni che hanno dato spunto a questo articolo sono contenute nel n. 1309 del periodico Internazionale.

Matteo Sepùlveda