Canale Video


Calendario

Agosto 2019
L M M G V S D
« Lug    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Archivio Articoli

Non dimenticare

Quest’anno ricorre l’anniversario di un’aggressione imperialista. Che ha riportato la guerra combattuta in Europa dopo più di mezzo secolo.
Vent’anni fa 13 stati membri della NATO bombardarono la Repubblica Federale di Jugoslavia,  uno Stato sovrano che non aveva minacciato nessun membro della coalizione, senza il mandato delle Nazioni Unite e con il pretesto dell’intervento umanitario.
Una guerra di 78 giorni (denominata Operazione Allied Force) che si svolse sia sul campo con i devastanti bombardamenti sulla popolazione civile sia tramite la continua produzione di menzogne mediatiche che furono megafonate a getto continuo dalla cosidetta stampa libera occidentale prona agli interessi dominanti.
Sappiamo bene che uno dei mezzi di cui si avvale il potere per continuare a riprodurre se stesso è la propaganda: la narrazione dei fatti a proprio uso e consumo che diventa “verità ufficiale” da spargere a piene mani (e che viene prontamente raccolta dalle menti schiave insensibili e paurose a qualsiasi cambiamento possibile).
Ricordiamo, quindi, solo un paio di falsi particolarmente significativi che nel corso degli avvenimenti furono utilizzati allo scopo.
Il socialdemocratico Scharping, ministro della difesa tedesco dichiarò che “(I serbi) giocano a calcio con le teste mozzate, fanno a pezzi cadaveri, strappano i feti delle donne incinte uccise e li fanno alla griglia“, “hanno ucciso dalle 100.000 alle 500.000 persone“, hanno “usato forni simili a quelli usati ad Auschwitz” e falsità simili che furono riprese senza alcun controllo dalla grancassa mediatica e che furono puntualmente smontate DOPO la fine del conflitto (1).
Nell’identico modo si sgonfierà anche quella che è considerata una delle maggiori manipolazioni del XX secolo, il piano Potkova (ferro di cavallo), che si garantiva dimostrasse la pianificazione della pulizia etnica in Kosovo da parte dei Serbi e la cui diffusione fu sempre “merito” della Germania nell’aprile del 1999. Anch’essa fu una notizia ripresa senza sosta da tutta la stampa internazionale, in particolar modo da Le Monde in vari editoriali ed articoli in primo piano. Questo presunto piano di pulizia etnica era un falso. (2)
Stabilito il grado di asservimento, che in una guerra diventa ancor più lampante, non si fatica a comprendere come la somma di governi (allora in maggioranza di “sinistra”) con l’appoggio sia delle opposizioni che di tutta la stampa non siano mai ritornati, negli anni successivi, sull’immensa produzione delle bufale che cercavano di giustificarlo all’opinione pubblica internazionale.
Queste stesse modalità  sono state utilizzate successivamente per cercare di coprire il conflitto iracheno del 2003 e la “giustificazione” trovata per l’indipendenza del Kosovo è stata riutilizzata per mettere in discussione l’intangibilità delle frontiere.
Quando oggi si parla di rispetto di libertà dei popoli e di rispetto del diritto internazionale occorrerebbe guardare agli anni precedenti prima di abboccare alle dichiarazioni dei ministri della guerra ed ai professionisti della disinformazione.
In ogni caso non potrà mai essere cancellata l’eroica resistenza della Serbia. Uno degli esempi che tutte le nazioni dovrebbero seguire, alla faccia delle bugie ufficiali e delle posizioni finte pacifiste che non fanno altro che ingrossare le file del più forte.

Red27

I dati sono stati, in larga parte, ripresi da “La più grande frottola della fine del XX secolo” di S. Halimi e P. Rimbert, Le Monde Diplomatique.

(1) Attraverso varie inchieste, in particolare quella del giornalista statunitense Daniel Pearl, Wall Street Journal, 31 dicembre 1999.
(2) Era stato costruito dai servizi segreti bulgari e trasmesso dalla stessa Bulgaria (che allora cercava di entrare a far parte della NATO) alla Germania. A scoprire il falso fu Der Spiegel nel gennaio 2000, ricostruzione poi confermata dell’ex ministro degli esteri bulgaro dopo 12 anni. Ulteriore dimostrazione della menzogna il fatto che in serbo ferro di cavallo si traduce con potkovica e non potkova.