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Stalinismo antistalinista

Dalla Sinistra un tempo rivoluzionaria che faceva riferimento al marxismo e che oggi risulta pressoché estinta Gyorgy Lukàcs (1) era considerato un campione dell’Antistalinismo, se non addirittura un trotzkista tout-court.
Anche per questa ragione, ha un certo interesse non soltanto per chi non disdegna l’archeologia rivoluzionaria oggi confinata nella riserva indiana del folklorismo “di sinistra”, il giudizio di Lukàcs su Stalin e sul cosiddetto “stalinismo” che potete leggere più sotto (2).
Lo ha, dicevamo, molto probabilmente soprattutto perché Stalin è morto, Lukàcs è morto e la Controrivoluzione gode, ahimé, di buona salute.
La “questione Stalin”, per Lukács, non risiede nella sua azione politica, perché, anzi, il filosofo ungherese a più riprese ricorda l’importante contributo di Stalin e dell’URSS nella difesa dell’unico esperimento socialista di quell’epoca “Stalin ha visto chiaramente che il grande flusso rivoluzionario europeo si era ormai esaurito. Perciò, un compito preminente si imponeva: salvare la rivoluzione russa da aggressioni esterne. Da questo momento in poi, ciò che è stato definito il militarismo di Stalin deve essere compreso da questa prospettiva; Stalin si è reso chiaramente conto che le speranze del 1917, le speranze di una grande rivoluzione europea, non avevano più ragione di essere, e che bisognava creare degli organismi che consentissero alla Russia di sopravvivere, in quanto sovietica, in un mondo contro-rivoluzionario”.
Da qui, per Lukács, una serie di riconoscimenti sulla tattica socialista per “mantenersi in vita”: un esempio su tutti,  il patto Ribbentropp-Molotov: “Da parte mia come mossa politica ritengo abile il patto di Stalin con Hitler e Ribbentropp, perché, se non fosse avvenuto, Hitler avrebbe iniziato la guerra ad oriente e avrebbe attirato le simpatie di Inghilterra e Francia che lo avrebbero sostenuto materialmente. (…) Stalin riuscì a scongiurare, con l’abile mossa e la sapienza tattica, la preparazione di un fronte unico, così Hitler scatenò, in un primo momento, la guerra verso occidente e con ciò creò le condizioni di una coalizione mondiale, che condusse alla caduta del nazismo”.
(1) György Lukács, nato György Bernát Löwinger (Budapest, 13 aprile 1885 – Budapest, 4 giugno 1971) è stato un filosofo, sociologo, politologo, storico della letteratura e critico letterario ungherese. Famosa è la sua opera Storia e coscienza di classe.
(2) Le citazioni di Lukàcs che compaiono in questo testo sono tratte dal web. A chi è particolarmente interessato l’onore di ricercarne le fonti testuali.

L. A.