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(E)squallide menzogne

Non so se credere alle notizie false o alle menzogne ufficiali
Vignetta del n. 1250 del periodico Internazionale

Lia Quartapelle: un nome che è tutto un programma. Come la faccia di Zingaretti: il programma di una serata in un oratorio di periferia in cui si esibiscono clown e comici dilettanti.
Lia Quartapelle, pur essendo una parlamentare, è un’autentica nullità, un peto che si fa sentire perché puzzolente. E non solo perché è stata eletta da altre nullità come lei nelle fila del PD. Di recente, si è segnalata (si fa ovviamente per dire) per il fatto di aver presentato alla Camera, il 7 marzo scorso, un intervento in cui sollecita l’inserimento nell’ordine del giorno della mozione piddina che, riguardo al Venezuela vittima dell’ennesima aggressione imperialista, “chiede all’Italia di adottare la posizione comune europea e a sostenere, in tutte le sedi, le iniziative per garantire al più presto il ripristino della democrazia e dello stato di diritto”
Lia Quartapelle, dicevamo prima, non conta nulla. E se il partito di cui è un’esponente conta qualcosa, è perché numerosissimi suoi esponenti, dirigenti o semplici militanti che siano, compaiono nelle statistiche sui responsabili di crimini comuni e nei faldoni delle squadre buon-costume delle Questure italiane.
Comunque sia, è innegabile che le “richieste” della Quartapelle e, tramite lei, del suo partito attingano al serbatoio dei luoghi comuni e delle falsità che alimentano gli “argomenti” dei nemici italioti della Rivoluzione bolivariana e del suo  legittimo governo  madurista.
Non avendo nulla di meglio e di più importante da fare, proveremo a smontare alcune delle menzogne che i media di regime hanno trasformato in luogo comune.
La prima menzogna è che il Venezuela abbia due Presidenti. Niente di più lontano dalla realtà. La Costituzione venezuelana stabilisce, infatti,  all’articolo 233, come “assenza assoluta del Presidente” la sua morte, la sua rinuncia, la destituzione decretata dal Tribunale Supremo di Giustizia, l’incapacità fisica o mentale stabilita da una commissione medica, l’abbandono della carica o la revoca popolare del suo mandato. L’agente gringo Guaidó  non ha dunque dalla sua nessun argomento costituzionale per autoproclamarsi Presidente. Dal momento che non c’è assenza assoluta del capo di Stato, che ha giurato come stabilisce la Costituzione nell’articolo 231 il 10 gennaio scorso davanti al Tribunale Supremo di Giustizia. Inoltre, sempre la Costituzione, se ci fosse assenza assoluta del Presidente, è la Vicepresidente che deve assumere la presidenza e convocare a elezioni.
La seconda menzogna più diffusa è che in Venezuela “non c’è democrazia”. Non c’è democrazia in un Paese in cui, dal 1998 ci sono state cinque elezioni presidenziali, quattro parlamentari, sei regionali, quattro municipali, oltre a quattro referendum costituzionali (e ad una consultazione nazionale)? In tutto, 23 elezioni in 20 anni! Tutte con lo stesso sistema elettorale, fra l’altro considerato il più sicuro del mondo dall’ex Presidente statunitense Jimmy Carter.
La terza ed ultima (per noi, per queste brevi note) menzogna è che, in Venezuela, “non c’è libertà di espressione”. Basta vedere le immagini del servo della CIA e golpista  Guaidó che parla davanti a decine di microfoni sulla pubblica via, o che concede interviste ai media internazionali un giorno sì e l’altro pure, per rendersi conto che anche questa accusa è del tutto falsa. Nel Venezuela bolivariano,  a differenza di quello che succede, per fare solo un esempio, nel Messico, non vengono assassinati o fatti scomparire i giornalisti  con una frequenza impressionante e non vengono chiuse le testate giornalistiche dell’Opposizione.
E qui ci fermiamo. Di malavoglia e non perché ci manchino argomenti (1).
Purtroppo, però, pare proprio che, in democrazia, agli asini della razza della “compagna” Quartapelle e delle zecche piddine che la affiancano, sia riconosciuto il diritto di ragliare liberamente. Alla Quartapelle ed agli “intellettualini di scarto” dei centri sociali che non disdegnano la collaborazione con siti gestiti da personaggi filo-pentastellati e ferocemente anti-maduristi.

(1) Per approfondimenti e maggiori informazioni, cfr. El Moncada, febbraio 2019, pp.16-17.

Red2