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Gli unici gringos che ci piacciono

Buone notizie da gringolandia
Con il passare delle settimane, la partecipazione dei sostenitori di destra agli incontri convocati dal deputato Juan Guaidó sta diminuendo, tanto che i media al servizio dell’imperialismo non hanno avuto altra scelta che riconoscerne il fallimento. Ovviamente, data la famosa libertà di stampa, meno si parla delle sconfitte dell’imperialismo yankee meglio è. Il risultato di tutto ciò è che quelle notizie che, a parti invertite, avrebbero l’onore della prima pagina, vengono bellamente ignorate.
Una di queste notizie arriva dalla capitale di Gringolandia, Washington. Bisogna infatti sapere che proprio lì, com’è ovvio, vi è la sede dell’ambasciata venezuelana e che tale ambasciata, a seguito delle  rottura delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, è stata  abbandonata dal  suo personale costretto, giocoforza, a rientrare a Caracas.
Ora si deve sapere che gli amerikani non solo hanno avuto la pretesa di riconoscere come presidente del paese bolivariano un loro galoppino, ma pretendono anche di nominarne gli ambasciatori (oltre che decidere, per esempio, i membri dei consigli di amministrazione delle aziende estere legate alla PDVSA, l’azienda petrolifera, ma questa è un’altra storia).
Ebbene gli amerikani hanno deciso di riconoscere come ambasciatore un loro servitore, tal Carlos Vecchio, esponente della estrema destra venezuelana, golpista e in fuga dal Venezuela dal 2014 dove deve rendere conto di una condanna, tra le altre cose, per  associazione a delinquere.
Gli amerikani, certo, non difettano di arroganza e così quale miglior sede affidare al neo ambasciatore galoppino se non il palazzo ove risiedeva l’ambasciatore ufficiale?
A mettere i bastoni tra le ruote al progetto gringo ci han pensato un gruppo di compagni statunitensi che, annusata l’aria che tirava han pensato bene di occupare, autorizzati dal governo Maduro (è pur sempre territorio venezuelano),  l’ambasciata  per impedire l’accesso al nuovo ambasciatore autonominato e ai suoi sgherri prezzolati.
I gringos han tentato di affamarli impedendo i rifornimenti di viveri, hanno tagliato la luce, hanno tagliato l’acqua, hanno creato una sorta di assedio e hanno tentato l’assalto con un gruppo di sbirri, ma niente, i compagni sono ancora dentro (almeno fino ad ora)
Ogni tanto le notizie positive  arrivano anche da gringolandia, peccato che per conoscerle bisogna andarle a cercare nelle pieghe della disinformazione imperante.

M. R.