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Il vicino delatore

Il governo gialloverde, che si è ribattezzato con un’impudenza pari alla stupidità dei suoi membri e simpatizzanti “Governo del cambiamento”, anche in materia di sicurezza fa di tutto per dimostrare di non distinguersi affatto dagli Esecutivi che l’hanno preceduto.
Pretendendo di essere l’unico e vero “governo del popolo”, al popolo fa appello e si rivolge per realizzare l’obiettivo che era sfuggito persino al Fascismo storico: quello di trasformarlo (il popolo) in un’appendice (poliziesca) dello Stato. Anzi: di “fare Stato” il popolo stesso,  in ossequio all’assioma tanto caro ai pennivendoli di Radio popolare (ma non solo) che “lo Stato siamo noi”.
Da qui, il tentativo, la pretesa di favorire i controlli “informali” tra vicini di casa al fine di segnalare “situazioni anomale che possano generare apprensione”.
Un’apprensione (leggi, più correttamente, una paranoia che mette in luce lo squilibrio mentale deli interessati) che muove dalla consapevolezza che, oggi, le malattie mentali del solito popolino-bue vanno alimentate, coltivate e, alla fine, addirittura istituzionalizzate.
Da qui ancora la proposta leghista, che fino ad oggi è stata sottoscritta da un’ottantina di deputati (primo firmatario Alex Bazzaro) consistente in un uno “strumento di prevenzione basato sulla partecipazione attiva dei cittadini attraverso un controllo informale della zona di residenza e la collaborazione tra cittadini e istituzioni”.
Attenzione: “non si tratta di effettuare ronde” o di sostituire gli organi di Polizia (“niente sbirro fai da te” o ronde auto-organizzate o altre fesserie idiote tipiche della tradizione leghista), ma di generare un costante e “virtuoso” scambio di informazioni tra cittadini “responsabili” e forze dell’ordine.
In base all’articolo 3 della proposta di legge, “la Repubblica promuove le funzioni svolte da tutti i soggetti che operano il controllo di vicinato, in particolare attraverso la stipulazione di protocolli di intesa con le istituzioni competenti in materia di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblici, nonché attraverso il coinvolgimento nei patti per la sicurezza urbana”.
In sostanza ed in definitiva, un incentivo statale alla delazione da far apparire lo Stato tedesco che si distinse nella repressione della guerriglia urbana nella Germania degli anni Settanta del secolo scorso un principiante o giù di lì!
La Lega di Salvini-ilSupercretino non può comunque vantare la paternità esclusiva di questa “bella pensata” da sbirro frustrato. Sì, perché, nei mesi scorsi, il pentastellato Stefano Buffagni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari Regionali, ha sostenuto che le eventuali lacune nella verifica delle irregolarità presenti nelle domande per accedere al reddito di cittadinanza saranno colmate dalle “segnalazioni che spesso arrivano dal vicino di casa che è invidioso perché vede quello che sfrutta uno strumento di aiuto illegalmente”. Segnalazioni che verranno “messe a sistema” in via ufficiale.
Insomma, l’invidia come forma e strumento della lotta di classe, in particolare della lotta di classe “fra poveri”, visto che quella contro i ricchi è finita nel dimenticatoio della Storia.
Leghisti o Pentastellati che siano, in fondo non importa: perché, come recita la regola matematica, invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.
E il prodotto, piaccia o non piaccia, è che, questo governo di imbecilli fascistoidi, sta cambiando comunque qualcosa, anche se non nel senso previsto dai suoi (farlocchi) sostenitori.

Eugenio Colombo