Canale Video


Calendario

Maggio 2019
L M M G V S D
« Apr    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Archivio Articoli

I diversamente fascisti

Da qualche tempo, il 29 aprile è una ricorrenza dei fascisti  che, con la tenacia delle bestie più nocive, non vogliono saperne di estinguersi dando così una mano alle diverse campagne per la bonifica dell’ambiente,  per la disinfestazione delle città e per l’eliminazione dell’inquinamento.
Il 29 aprile, infatti, i fascistelli che ancora non si sono decisi a confluire nella Lega di Salvini, celebrano la dipartita del camerata Sergio Ramelli, un giovane fascistello del Fronte della Gioventù (l’organizzazione giovanile del MSI, non quella storica legata al PCI) “aggredito nel 1975 a colpi di chiave inglese in via Paladini, a Milano, e morto 40 giorni dopo, per l’appunto il 29 aprile”.
Quest’anno, giusto per dare un tocco di folklore alle iniziative commemorative e per aggiungere palate di letame a letame, alla commemorazione istituzionale in memoria delle due “vittime della violenza politica, Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi” ha partecipato anche la “compagna” (?) Silvia Roggiani, segretaria del PD meneghino. Insomma, il Pd di Milano, guidato dalla segretaria metropolitana Silvia Roggiani, al mattino ha preso parte alla commemorazione istituzionale in memoria di “due vittime della violenza politica”, vale a dire i defunti camerati Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi; nel pomeriggio, invece, “al fianco dell’ANPI e delle forze antifasciste”, il PD era presente, in piazzale Dateo, per ricordare un altro assassinio politico, quello del militante antifascista Gaetano Amoroso, “e condannare chi vuole resuscitare l’ideologia fascista”.
Uno scandalo? Una vergogna? Un comportamento a dir poco opportunista, della squalificata e squalificante serie “un colpo al cerchio ed uno alla botte”?
Ma dai: come si dice in campagna, “venite giù dal pero”!
E se per voi è troppo faticoso farlo, cioè riconoscere che il Pd e le sue filiali stanno all’Antifascismo come ci sta il “fratello d’Italia” Ignazio La Russa, amico personale ed avvocato del defunto Ramelli, allora fate almeno un piccolo sforzo di memoria.
Ricordatevi cioè l’”equidistanza” del “compagno” Veltroni, che, da sindaco di Roma, intitolava un parco pubblico a Valerio Verbano, un compagno vittima della violenza fascista, e contemporaneamente concedeva agli stupratori subnormali di Casapound il palazzo centralissimo di via Napoleone III per farne la base operativa dello squadrismo fascista.
Oppure ancora, un’altra ”equidistanza”: quella del “compagno giudice” Luciano Violante, che, nel discorso di accettazione della nomina a presidente della Camera, lanciò un pensiero nostalgico ai “ragazzi di Salò”, ossia ai repubblichini nazifascisti che collaboravano con le SS nella guerra contro i partigiani.
Ora che scesi dal proverbiale pero contadino, siete senz’altro pronti a riconoscere che le pantegane “rossastre” del PD altro non sono che… diversamente fascisti.
P.S.
A Milano, lunedì 29 aprile, a deporre una corona nei giardini intitolati al camerata Sergio Ramelli, in via Bronzino, c’era, accanto a Ignazio La Russa, lo storico compagno di spedizioni punitive squadristiche del defunto, anche il “compagno di merende” Beppe Sala, l’attuale sindaco della città. Che ha fra l’altro dichiarato: “Vorrei che Ramelli fosse sempre ricordato in maniera più condivisa possibile. Dall’anno prossimo bisognerà cercare forme di maggiore condivisione”.
Siete tutti avvertiti. E risalire sul pero non vi gioverà di sicuro a far dimenticare che l’avete votato. Ovviamente se, per vostra sfortuna e vergogna, l’avete fatto; e se, prima di lui, avete votato e fatto eleggere il suo mentore Pisapia. Pardon. Pisapi(pp)a…

Luca Ariano