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La legge del West

Il 26 aprile scorso, dopo la firma del PresdellaRep, Sergio Mattarella, è entrata in vigore la nuova  legge sulla legittima difesa. Mattarella, la controfigura di Andreotti che fece parte, con ruoli di responsabilità, del Governo “di Sinistra” che aggredì la Jugoslavia socialista per conto e su incarico della NATO e degli altri utili idioti dell’imperialismo USraeliano, ha peraltro giudicato opportuno fare dei “richiami” alle Camere e all’attuale Governo di neofascisti doc (la Lega) e di ascari al servizio di questi ultimi (il Movimento5stelle),  precisando che non viene indebolita né attenuata “la primaria ed esclusiva responsabilità dello Stato nella tutela della sicurezza dei cittadini”.
Non entreremo nel merito della natura costituzionale o meno di tali “richiami”. Ci limiteremo a sottolineare, ad uso e consumo dei soliti smemorati ultra-legalitari della falsa Sinistra imperialista, che l’art. 74 della Costituzione dispone che “Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata”.
Che cosa ha fatto, invece, il PresdellaRep Sergio Mattarella? Prevedendo che una seconda deliberazione avrebbe nuovamente approvato la legge sulla legittima difesa; e che, di conseguenza, egli sarebbe stato nonostante tutto obbligato a firmarla e a promulgarla,… la firma e la promulga, non vedendo in ciò alcun profilo di incostituzionalità! Ponendo in tal modo in essere un atto qualificabile come estraneo all’ordine giuridico costituzionale, essendo, i citati “richiami”, altrettanti criteri interpretativi e applicativi della legge!
Curiosamente (?), l’indignazione e le proteste delle maestrine dalla penna rossa e della pretesa opinione pubblica sinistrata non si sono rivolte contro l’arbitrio e l’iniziativa anti-costituzionale (ah, “compagna” Boldrini…) del “compagno di strada” S. M., ma hanno preso di mira una presunta ed allarmante regressione alla Cultura del FarWest. Che sarebbe prevista dal contenuto della nuova legge sulla legittima difesa “di stampo salviniano” (perché solo salviniano? pentastellato no? ma non sono al governo anche i fan di Beppe Grillo? ).
Al di là di tutto, è poi vero che la “giustizia fai da te” è tipica del Far West, quello, per intenderci, dei fumetti di Tex Willer e dei film di John Wayne?
In realtà, la Giustizia nel West era molto diversa da come la conosciamo oggi. Spesso, ai primi coloni bastava che il giudice sapesse leggere e scrivere. Non vi erano grandi pretese: l’importante era che, in caso di bisogno, ci fosse un giudice, che, in molti casi, era un  personaggio alquanto stravagante.
Poteva capitare che i processi si prolungassero ore, col risultato che giudice, giurati, pubblico ministero, alla fine o addirittura prima della fine, fossero tutti ubriachi.
Esisteva ancora, è vero,  la consuetudine di farsi giustizia da sé, soprattutto quando la sentenza del giudice contrastava con le esigenze della comunità.
Un giudice conciliatore poteva contare sulle sue risorse personali: la propria forza di convinzione e la propria “credibilità”, più di frequente sulla pura forza fisica.
Molti giudici mediocri vennero scavalcati da personalità più forti che possedevano un’irremovibile forza di volontà. Nei tribunali, tanto i giudici quanto gli imputati spesso imbracciavano il fucile, che si dimostrarono in più di un’occasione un ottimo deterrente nelle cause sia penali sia civili.
Erano altri tempi e il codice d’onore della frontiera trasformava il diritto alla legittima difesa in un dovere morale.
Quanto alle prigioni, va detto che si trovavano in zone periferiche, e che erano molto spartane, anche perché molto spesso erano fatte di sola terra ed erano fornite di tavole di legno adibite a letti non proprio confortevoli (ma avete mai dormito, voi, nei letti della Repubblica democratica “nata dalla Resistenza”?). Solitamente erano composte di un solo vano, e per questo motivo potevano ospitare detenuti solo per brevi periodi. Quanto alle pene, quelle più comuni erano la riparazione, l’espulsione e la morte.
Fermiamoci comunque a questo punto. Crediamo infatti di aver raggiunto lo scopo, nonostante l’esiguità dello spazio a nostra disposizione, di dimostrare che non si possono paragonare realtà storiche così diverse: il Far West di Tex Willer e di John Wayne è il passato; l’Italietta del governo Di Maio e Salvini, ahimé, il presente.

Red4

Per maggiori informazioni e per approfondimenti sulla vita quotidiana nel Far West, cfr. il sito www.farwest.it.