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Dal Web a Il Buio

Rubrica periodica
DI CHI E’ LA COLPA?

“ (…) In parole povere, il problema è la gente. Netanyahu ha elettori. Ci sono quelli che votano per quelli come lui. C’è chi odiava gli arabi molto prima di Netanyahu. Ci sono quelli che disprezzano i neri, disprezzano gli stranieri, sfruttano i deboli e guardano il mondo intero con lo sguardo rivolto verso il basso – e non a causa di Netanyahu. C’è chi crede di essere il popolo eletto e quindi merita tutto.
C’è chi pensa che, dopo l’Olocausto, gli è permesso fare qualsiasi cosa. C’è chi crede che Israele sia ai vertici del mondo in ogni campo, che il diritto internazionale non si applichi ad esso, e che nessuno possa dirgli cosa fare.
C’è chi pensa che gli israeliani siano vittime – sempre vittime, le uniche vittime – e che il mondo intero sia contro di noi. C’è chi è convinto che a Israele è permesso fare qualsiasi cosa, semplicemente perché può.

C’è chi crede solo nella spada. C’è chi sostiene l’aggressione, nei territori e sulle strade, e che non conosce nessun’altra lingua. Ci sono livelli di ignoranza senza precedenti.

C’è il lavaggio del cervello in una misura sconosciuta in una democrazia. Netanyahu è responsabile di tutto questo? Andiamo!

Il problema è l’atmosfera, lo spirito dei tempi, i valori e le prospettive che si sono radicati qui durante decenni di sionismo.

Netanyahu non li ha seminati e non saranno sradicati quando se ne andrà. Il razzismo e la xenofobia sono qui profondamente radicati, molto più profondamente di qualsiasi Netanyahu.  (…)
L’apartheid non è iniziato con lui e non finirà con la sua partenza; probabilmente non sarà nemmeno ammaccato. Una delle nazioni più razziste del mondo non può lamentarsi del razzismo del suo primo ministro.
Quando la narrazione pubblica è dominata dalla destra, è a causa di Netanyahu? Quando i media sono controllati da un’unica narrazione, in cui la destra diventa il centro, è colpa sua? Quanto si possono ignorare i desideri, le credenze, i valori e le scelte di un popolo? Come si può dare la colpa a un solo politico?

Che non ci sia un’alternativa ideologica non ha nulla a che fare con Netanyahu.

Il fatto che la campagna elettorale si occupi solo di sciocchezze non è dovuto a lui. Che il centro-sinistra abbia paura di dire una parola non è colpa sua.

Netanyahu è la cosa migliore per la politica israeliana – si può scaricare tutto su di lui; è un inceneritore che semina paura e diffonde bugie, ma troppi comprano quello che vende e i suoi avversari sono troppo pochi. Non fate di lui il capro espiatorio – siamo noi i colpevoli.

Il problema non è Netanyahu, ma l’ammirazione per lui e il vuoto di opposizione intorno a lui. L’incitamento è per i deboli. Se gli israeliani sono così facilmente influenzati dal loro primo ministro, il problema è con loro, non con lui. Netanyahu, che la gente chiama cinico, dirige il suo veleno in luoghi dove sa che sarà in grado di diffonderlo facilmente.

Sarebbe bello se sorgesse qualche Nelson Mandela locale, un leader coraggioso con una visione che cambierebbe i valori fondamentali del paese e guiderebbe una rivoluzione. Ma nessuna persona del genere è nata qui, ed è dubbio che lo sarà mai. Vorrei che Netanyahu scomparisse. Ma non dite che ha rovinato tutto e che una volta che se ne è andato tutto fiorirà. Netanyahu è Israele, e Israele è Netanyahu, anche se Benny Gantz prenderà il suo posto (1).

Gideon Levi

(1) L’articolo è stato scritto prima delle recenti elezioni politiche nell’entità sionista. Elezioni che hanno decretato la vittoria di Benjamin Netanyau, il quale si appresta a ricevere il quinto (!) mandato per la formazione del “nuovo” governo. Netanyau ha ottenuto, per il proprio partito, il LIKUD, 35 seggi (sui 120 disponibili). (Ndr)

(Traduz. di Diego Siragusa)

L’articolo originale, con un diverso titolo e con immagini di accompagnamento diverse, è stato pubblicato, in versione integrale sul quotidiano israeliano Haaretz. La traduzione del testo originale è comparsa sul sito www.diegosiragusa.blogpost.it, a cui senz’altro rimandiamo.