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Vieni avanti, cretino!

Rubrica periodica

“In Politica, per fare carriera non è indispensabile essere cretini. Anche se bisogna riconoscere che aiuta molto”
Acuto padano


CRETINATE NOSTALGICHE

Che non si tratti di un tipo intelligente lo si capisce semplicemente guardandolo in faccia: una faccia da salumiere, matita di prammatica appoggiata sull’orecchio a parte. Al suo confronto, i ministro Toninelli si rivela un genio o giù di lì: il che è tutto dire.
E a proposito di dire, ecco cos’ha detto qualche giorno fa  l’attuale presidente del Parlamento Europeo nel corso di un’intervista a La Zanzara, una trasmissione di Radio24: “Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s’è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro paese, poi le bonifiche. Da un punto di vista di fatti concreti realizzati, non si può dire che non abbia realizzato nulla”.
Questo ennesimo tentativo di rivalutazione del Fascismo storico, a dimostrazione dell’originalità e dalla sagacia dei “revisionisti” di turno, riprende alcuni dei più triti luoghi comuni sul Ventennio. Vediamo di esaminarne criticamente almeno un paio, giusto per soddisfare la curiosità dei nostri lettori.
Una è che  “Mussolini non aumentò le tasse”.
In realtà, a parte i primi anni, non è vero che le tasse non furono aumentate: gradualmente nuove tasse colpirono gli Italiani, e la lira che si era rafforzata nei primi anni venne più volte svalutata  per poter “tirare avanti”. Per farla breve, davanti alle difficoltà il Governo prese di volta in volta decisioni diverse in base al momento storico.
Un’altra è che “Ai tempi del Duce eravamo tutti più ricchi”
In realtà, Mussolini permise agli industriali e agli agrari di aumentare in modo consistente i loro profitti, a scapito degli operai. Infatti fece approvare il loro contenimento dei salari. Nel 1938, dopo 15 anni di suo operato, la situazione economica dell’Italiano medio era pessima, il suo reddito era circa un terzo di quello di un omologo francese.
Una terza, e noi ultima, è che “Devi ringraziare il Duce se esiste la pensione”.
Falso: In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898, dicesi 1898!, con la fondazione della “Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai”, un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori. Mussolini aveva in quella data… 15 anni! L’iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria solo nel 1919, durante il Governo Orlando, quando l’istituto cambia nome in “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali”. Mussolini fondava in quella data i Fasci Italiani e, soprattutto, non era al governo. Per quanto riguarda invece la pensione sociale, essa fu introdotta solo nel… 1969!
Comunque sia, diciamocelo chiaramente: c’era da aspettarsi qualcosa di diverso da uno che, in gioventù,  militò del Fronte Monarchico Giovanile, movimento giovanile dell’Unione Monarchica Italiana, nata come organizzazione separata da quest’ultima, in cui ricopriva la carica di vicesegretario; che si è sempre dichiarato favorevole al rientro dei Savoia in Italia? In fondo, sarebbe un po’come rimproverare a Beppe Grillo di essere e di comportarsi come un comico…
I Cretini, però, non si dimostrano soltanto, proprio perché tali, ridicoli: possono anche (anzi, la maggior parte delle volte lo sono realmente) ridicoli e pericolosi.
E’ di nuovo il caso del “nostro” Presidente del parlamento europeo e braccio-destro del rimbambito di Arcore (avete presente il detto popolare  “dio li fa e poi li accoppia”?). Il quale, sopraffatto dall’ennesima crisi di etilismo cronico pur senza consumo immediato di alcool, in occasione della giornata di commemorazione delle “vittime delle foibe”, si è lasciato andare ad un “viva l’Istria italiana! viva la Dalmazia italiana! Viva gli esuli italiani!” che ha provocato un incidente diplomatico con la Slovenia e con la Croazia. Infatti, i governi di Lubiana e Zagabria hanno protestato ufficialmente, mentre, l’11 febbraio scorso, il presidente della repubblica sloveno, Borut Pahor, ha inviato una lettera con richiesta di chiarimenti a Sergio Mattarella.
Come non farsi ritornare alla memoria, allora, la battuta pronunciata da Charles Laughton nella parte di Sempronio Gracco,  nel film-capolavoro Spartacus: “se puniamo ogni comandante che si comporta da stupido, non ce ne resta uno sopra il grado di centurione”?!

Eugenio Colombo