Canale Video


Calendario

Aprile 2019
L M M G V S D
« Mar    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  

Archivio Articoli

Bergoglio ad Auschwitz, non all'ESMA

Agli inizi di gennaio, Bergoglio, il pap(p)a “venuto da lontano” è  “andato ad Auschwitz per ricordare il dolore di tanti anni fa”.
Durante gli anni della dittatura militare argentina, Bergoglio era rettore del Colegio Maximo di San Miguel all’interno del quale aveva stabilito la sua residenza. San Miguel distava quattro chilometri dall’ESMA il tristemente famoso luogo clandestino di detenzione e tortura da cui passarono circa cinquemila di quei trentamila giovani, torturati e fatti sparire.
A differenza di quelli di Auschwitz, i cancelli dell’ESMA non sono mai stati oltrepassati dall’attuale pontefice. Eppure dal luogo in cui egli viveva quasi si sarebbero potuti udire gli urli dei ragazzi torturati a morte. In questo luogo di morte e di tortura, a due passi dalla residenza di Bergoglio, “le sottane del terrorismo di Stato” ovvero i cappellani militari cattolici guidati dal vescovo, nonché pro-vicario militare, Victorio Bonamín, erano di casa e partecipavano a torture e interrogatori.
Ma Bergoglio, come le tre scimmiette, durante la tirannia economica, ecclesiastica e militare, non udiva, non vedeva, non parlava. Ora, sempre in silenzio, oltrepassa i cancelli di Auschwitz.
Bergoglio non avrà mai il coraggio di oltrepassare i cancelli dell’ESMA o di uno dei cinquecento campi di sterminio disseminati nella provincia di Buenos Aires dove trentamila giovani furono torturati e assassinati e fatti sparire con la benedizione dei gerarchi Chiesa cattolica argentina di cui Bergoglio, essendo Provinciale dei Gesuiti argentini, faceva parte.
Perché, come ha scritto il 20 luglio 2016 El Pais/International, “Nessuno  scandalo, senza dubbio, superò quello della complicità della Chiesa con la dittatura militare: a differenza di quanto accadde in Cile e in Brasile, in Argentina la sua gerarchia fu complice della repressione, mettendo a tacere persino la scomparsa dei suoi vescovi ribelli. Ancor oggi, Bergoglio non ha affrontato il ricordo della sua condotta di quegli anni”.
E mai lo farà, siatene certi…

Ravachol

Nella foto che accompagna l’articolo, quello a sinistra è Emilio Eduardo Massera (Paraná, 19 ottobre 1925 – Buenos Aires, 8 novembre 2010) che è stato capo di Stato Maggiore della marina militare e fra i maggiori responsabili del colpo di Stato del 1976. Fece parte della prima fra le Giunte che governarono il Paese dal 1976 al 1981. Artefice del cosiddetto “Processo di riorganizzazione nazionale”, fu condannato più volte per le violazioni dei diritti umani commesse durante tale periodo. Fu inoltre membro della loggia massonica italiana P2.
E’ finalmente crepato nel novembre del 2010 e, nonostante i buoni rapporti con il pap(p)a “venuto da lontano”.