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Anarco-sionisti

Israele resta comunque, pur con tutti i suoi limiti, una democrazia in cui l’opposizione ha voce, la gente scende in piazza in centinaia di migliaia di persone contro le politiche governative, gli anarchici, i gay, i nemici del governo hanno spazio. Uno spazio spesso contestato dal potere, come ovunque.
In A-rivista anarchica, ottobre 2018.
Quello che avete appena letto è un brano tratto dal numero di ottobre (2018) di A-rivista anarchica (difficile da credere, ma proprio così: anarchica!).
Allucinante davvero. Non foss’altro perché, questi sedicenti “anarchici”, dimenticano o ignorano (per mancanza di cultura storica? per superficialità? per interesse? per affinità ideologica?) un episodio recentissimo. E cioè che il parlamento dell’entità sionista ha approvato una basic-law che definisce Israele come lo stato-nazione del popolo ebraico.
Tale legge stabilisce che tutti gli ebrei, anche quelli che non hanno nessun legame con Israele, godono del diritto all’autodeterminazione, un diritto  che viene negato a tutti i palestinesi, compreso quel quinto della popolazione di Israele che è palestinese e che gode formalmente della cittadinanza israeliana.
In altre parole, questa legge ha creato due status all’interno dell’entità sionista (e, implicitamente, anche nei territori occupati ) basati su un sistema di classificazione-etno-religiosa-imposta che conferisce a tutti gli ebrei dei diritti superiori a quelli dei palestinesi.
In termini costituzionali, Israele sta esplicitamente mettendo in atto un sistema legale e politico di apartheid, ancora più ampio di quello che esisteva in Sud Africa. Per lo meno, chi governava ai tempi dell’apartheid in Sud Africa non ha mai affermato che quella era la “patria di tutti i bianchi”!
Altro che “una democrazia in cui l’opposizione ha voce, ecc. ecc” di cui farneticano quei sedicenti anarchici sotto le cui mentite spoglie sembra proprio celarsi una nuova categoria della Sinistra imperialista: quella degli anarco-sionisti. Poco (o niente) anarchici e molto (o tutto) sionisti.

Luca Ariano