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Si scrive U.E. si legge U.S.A.

Per quanto possa sembrare sorprendente, c’è ancòra chi, nella sinistrata e moribonda Sinistra imperialista, crede nell’Europa. E in particolare crede che l’Europa, eretta a simbolo del moderno e rivisto “internazionalismo proletario”, vale a dire della solidarietà senza limiti e confini della vecchia e della nuova borghesia, possa diventare una sorta di “terzo incomodo” fra gli USA da una parte ed il Resto del Mondo (leggi. Russia, Cina, India…) dall’altra. Una sorta di riedizione, a ben vedere, della parola d’ordine del Fascismo estremista e di sinistra, peraltro con indiscutibili agganci con il Fascismo storico, “contro l’imperialismo USA e contro l’imperialismo URSS”.
In realtà, già nel 2000 un ricercatore della Georgetown University, Joshua Paul, aveva trovato negli US National Archives prove documentali molto chiare ed eloquenti che il progetto per l’Unione europea è nato grazie… all’iniziativa dei servizi segreti yankee!
Tra gli altri documenti, un memorandum del 1950 dà istruzioni dettagliate sulla conduzione di una campagna per favorire la creazione di un parlamento europeo. È firmato dal generale William Donovan, il direttore, nel corso della Seconda guerra mondiale, dell’OSS-Office of Strategic Services, diventato la CIA alla fine del conflitto. Il principale veicolo per il coordinamento e il finanziamento è stato l’American Committee for a United Europe, l’ACUE, fondato nel 1948. Donovan, nominalmente tornato a vita privata, ne era il presidente. Il vicepresidente era Allen Dulles, il fratello del segretario di stato John Foster Dulles, e lui stesso direttore della CIA negli anni Cinquanta. Il board era composto da numerose altre figure di primo piano nell’intelligence, sia di provenienza CIA sia già attive nell’OSS.
I documenti reperiti indicano che l’ACUE è stato di gran lunga il principale finanziatore del Movimento europeo, la più importante organizzazione federalista europea del dopoguerra. Dimostrano, per esempio, che nel 1958 gli yankees hanno fornito il 53,5% dei fondi del movimento, che contava tra i suoi “presidenti onorari” personaggi del calibro dell’inglese Winston Churchill, del tedesco Konrad Adenauer, del francese Léon Blum e dell’italiano Alcide de Gasperi. Alcuni dei suoi rami operativi, come la European Youth Campaign, erano totalmente finanziati e diretti da Washington. Dalla documentazione emerge poi che i leader del Movimento europeo, Joseph Retinger, Robert Schuman e l’ex primo ministro belga Paul-Henri Spaak, venivano a volte trattati alla stregua di “bassa manovalanza” dai loro sponsor nordamericani.
L’archivio scoperto da Paul contiene anche un memorandum, datato 11 giugno 1965, in cui la sezione “Affari europei” del Dipartimento di stato USA consiglia al vice-presidente dell’allora comunità economica europea, l’economista francese Robert Marjolin, di perseguire l’obiettivo dell’unificazione monetaria europea agendo sottotraccia: gli raccomanda di sopprimere il dibattito al riguardo fino al momento in cui “l’adozione di tali proposte diventerà virtualmente inevitabile”.
In definitiva, tanti saluti all’idea (che, purtroppo, tanto o solo idea non è) dell’Europa come  fantasmatica “comunità di Stati sovrani” (nessuno dei quali, peraltro, ha vinto la Seconda guerra mondiale) diversa da quella che è e che è stata fin dagli esordi: l’ennesima creazione, l’ennesimo prodotto dell’imperialismo USA

Luca Ariano
(con la collaborazione di Dora Tosta)