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I golpisti pentastellati

Il Movimento 5stelle(tte) non sta né a destra né a sinistra: sta al centro. Come il buco del c…
Acuto Padano

Che il sedicente “governo del cambiamento” sia, in realtà, un governo di neo-democristiani, oltretutto assai più incapaci e stupidi dei loro predecessori, dovrebbe ormai essere chiaro a tutti. Anche ai “compagnoni” (compagni ingenui e farlocconi) che si erano entusiasmati, prendendo come loro solito lucciole per lanterne, per una presunta (ma inesistente) presa di posizione “neutrale” dei fascio-stellati rispetto al Venezuela bolivariano vittima dell’ennesima aggressione dell’imperialismo yankee.
Un abbaglio clamoroso, insomma. Assolutamente ingiustificabile in chi, di Politica, mastica come Trump mastica di Diritto Internazionale.
Qualche esempio fra i tanti a disposizione: il “governo del cambiamento” ha nuovamente  scelto, anziché di sostenere l’ iniziativa del Messico e dell’Uruguay attraverso il “Meccanismo di Montevideo”, di piegare di fatto l’Italia al (colonialista) diktat del gruppo di “contatto” che prevede di riscrivere la Costituzione venezuelana. Il  titolare del Ministero degli Affari Esteri, tale Enzo Moavero, è arrivato all’incredibile impresa di fare peggio del fascio-leghista Matteo Salvini. Dopo la porta in faccia ricevuta dal Vaticano, la delegazione dei golpisti venezuelani “in missione” nel nostro sfortunato Paese nei giorni scorsi per conto dei suoi mandanti nord-americani,si è vista aprire quella della Farnesina.
“Il governo è preoccupato per l’emergenza umanitaria e sta operando per fornire soluzioni non conflittuali. Il governo considera inaccettabile e condanna fermamente ogni tipo di violenza e si esprime a favore di una soluzione pacifica. Il governo ritiene che le scorse elezioni presidenziali non attribuiscono legittimità democratica a chi ne è uscito vincitore, cioè Nicolas Maduro” (Repubblica.it del 12 febbraio), ha dichiarato il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in una comunicazione alla Camera sulla crisi in Venezuela (1).
Una posizione, quella di tale Moavero, e pertanto del governo che rappresenta, vicinissima a quella filo-golpista della UE, e comunque nient’affatto equidistante. E men che meno neutrale.
Se ne facciano una ragione, i nostri “compagnoni”.
E, una volta tanto, si sforzino di riflettere su ciò che, sempre La Repubblica, questa volta nella sua edizione cartacea, ha scritto nell’occasione: “La politica estera è tornata all’alveo tradizionale, all’indomani del breve giro di valzer con il chavismo al tramonto. Ma se l’operazione è avvenuta senza strappi lo si deve al documento di maggioranza firmato dai rappresentanti di Lega e 5stelle. Salvini ha tenuto fin dall’inizio una posizione anti-Maduro, opposta a quella di Di Maio e e soprattutto di Di Battista. Alla fine è accaduto che i 5stelle hanno cambiato idea e, almeno in apparenza, hanno abbandonato il dittatore (Maduro, ndr) al suo destino” (La Repubblica del 13 febbraio 209, pag.27).

(1) Moavero ha partecipato, il 14 febbraio scorso al vertice di Varsavia, disertato dalla Francia e dalla Germania. Un vertice convocato contro l’Iran, definito dal vice-presidente yankee Mike Pence “la principale minaccia de Medio Oriente”. Tutto ciò in perfetto e totale accordo con l’entità sionista, con le monarchie del Golfo e con l’Arabia Saudita. Come ha commentato Alberto Negri, “questa è la politica di un Esecutivo (quello pentafasciostellato, ndr.) che si dice sovranista ma è fatto da pecoroni…” (cfr. Il Manifesto del 15 febbraio, pag.8).

Red4