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Vecchi e nuovi democristiani

Gli Italiani sono notoriamente forti bevitori. Per questo amano dare un colpo al cerchio ed un colpo alla botte”.
Acuto Padano

L’attuale Pres.dellaRep., Sergio Mattarella – che a suo tempo Beppe Grillo aveva definito “una mummia” dimenticandosi però colpevolmente di aggiungere l’aggettivo “democristiana”- nei giorni scorsi  ha nei sollecitato pubblicamente il Governo “del cambiamento”  ad allinearsi alle minacce di intervento militare di Trump e al riconoscimento dei golpisti venezuelani da parte dell’UE.
In realtà,  da chi, nella veste di Ministro della Guerra (eufemisticamente ribattezzato “della Difesa”) aveva condiviso in prima persona la partecipazione dell’Italia all’aggressione della NATO contro la Jugoslavia (senza mandato ONU) non c’era da aspettarsi qualcosa di diverso.
Mattarella, infatti, per chi se ne fosse dimenticato più o meno colpevolmente ha occupato il Ministero della Guerra nei successivi governo D’Alema II e governo Amato II, fino al 2001. L’incarico di Mattarella al Ministero seguì inoltre l’illegale partecipazione dell’Italia all’operazione Allied Force, con la quale la NATO era intervenuta nella guerra del Kosovo, e coincise con l’approvazione della legge di riforma delle Forze Armate che aboliva di fatto il servizio di leva obbligatorio. Nello stesso periodo venne approvato il decreto legislativo 297/2000 che rendeva l’Arma dei Carabinieri una forza armata autonoma.
Nulla di cui meravigliarsi, dunque, per il “pronunciamento” della mummia presidenziale.
A meravigliare, invece, è il giudizio tutto sommato positivo di alcuni “compagnoni” (compagni parecchio ingenui e creduloni), sull’atteggiamento che il Governo “del cambiamento”, ed in particolare la sua componente 5stelle(tte), avrebbe secondo loro assunto rispetto all’ennesima aggressione criminale della Bestia nordamericana al legittimo e legale governo chavista di Maduro.
Per questi ingenui creduloni, il Mov.5stelle(tte) si sarebbe schierato, quantomeno indirettamente, “ a sostegno di Maduro”, e comunque contro la putrida alleanza internazionale che appoggia l’aggressione yankee.
Ma è poi vero?
E’ senz’altro vero che, in base al principio di “non ingerenza”, l’Italia non ha riconosciuto il golpista Guaidò; ciò nonostante, nella nota datata 1 febbraio di Palazzo Chigi, “si ricordi che l’Italia non ha mai riconosciuto le elezioni del maggio 2018 e ribadisce la necessità di nuove elezioni presidenziali quanto prima”.
Che è poi, sia detto per inciso, quello che chiede Guaidò,  e con lui la banda di criminali internazionali al servizio dell’Impero-USA.
Come se non bastasse, qualche giorno prima, il Ministro degli esteri, tale Moavero, aveva ribadito: “Appoggiamo la dichiarazione UE per nuove elezioni presidenziali libere democraticamente riconoscibili”.
Perché non nascessero equivoci, che comunque sono nati in compagnucci che hanno confuso Beppe Grillo con Lenin ed il suo movimento di ignoranti ed incapaci per il Partito bolscevico, lo stesso Di Maio, ancora in data 1 febbraio, aveva dichiarato che  “l’Italia non conosce soggetti che non sono stati votati. Per questo (?, ndr) non riconosciamo neppure M;aduro”.
Il 31 gennaio scorso, i parlamentari europei tanto della Lega del fascio-padano Salvini quanto del Movimento 5stelle(tte), nella votazione di sostegno/riconoscimento da parte dell’Europa del golpista Guaidò si sono astenuti. E lo hanno fatto, particolare significativamente taciuto oltre che dai diretti interessati e dai giornaloni di regime e non, insieme con…sei parlamentari europei, udite udite!, del PD! Tanto per dire quanto “filo-Maduro” può essere giudicato il voto degli euro-parlamentari giallo-verdi.
I quali, in ogni caso, non hanno votato contro, a differenza degli europarlamentari della GUE-NGL (1) e di una parte dei Verdi. Perché, come ha cercato di spiegare il vice-presidente dello stesso Parlamento europeo, il grillino Fabio Castaldo, “noi non siamo né pro né contro Maduro”.
Infatti, come i democristiani di altri tempi, loro stanno, affatto orgogliosi di starci, da un’altra parte: alla finestra a guardare chi vince, per poi, a cose fatte, schierarsi puntualmente, e sempre orgogliosamente, dalla parte dei vincitori.
E questo sarebbe il Governo “del cambiamento”? e questi sarebbero i rappresentanti del “nuovo che finalmente emerge”, della “luce che finalmente può brillare dopo una dura lotta contro le nubi del vecchiume oscurantista e passatista”?
Ma, per dirla con Totò, il quale era un comico ed era cosciente di esserlo, a differenza dei suoi epigoni pentastellati, “fateci il piacere, fateci…”.

Red5

(1) Il GUE-NGL è un gruppo politico del Parlamento europeo costituito dal Partito della Sinistra Europea, socialista e comunista, e dall’Alleanza della Sinistra Verde Nordica.