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I soliti noti servi

E’ una legge della Storia che i servi si muovono sempre e comunque in perfetta sintonia con gli interessi e con i desiderata dei loro padroni.
Così, in occasione dell’ennesima aggressione degli USA, lo Stato-canaglia per eccellenza, ad un governo libero e sovrano, il Venezuela bolivariano, i servi nostrani dei gringos non hanno esitato a scendere in campo. Primi fra tutti i miserabili della CGIL, un sindacato che sopravvive solo perché i Padroni pensano di potersene ancora servire per mantenere ed incrementare i loro profitti sulla pelle di una forza-lavoro sempre più eterodiretta, drogata e manipolata.
Così, in rapida successione, la Cgil ha dapprima reso pubblico un tweet in cui si parla di una mozione di condanna dell’auto-proclamazione a presidente di Juan Guaidó e delle ingerenze straniere verso la presidenza democraticamente eletta di Maduro. Troppo coraggio! Tanto che, in seguito, arriva un altro tweet in cui si spiega che il tweet precedente è stato un errore e che “la Cgil rivolge un appello al governo del Venezuela a garanzia dei diritti e della libertà fondamentali dei suoi abitanti. Nessun sostegno a Maduro né alle ingerenze esterne”.
Infatti, “la Cgil non sta con Maduro”, precisa, il 24 gennaio scorso, in occasione del congresso svoltosi a Bari, la mozione riguardante i fatti che si stanno registrando in quelle stesse ore in Venezuela.
“È assolutamente sbagliato e fuorviante descrivere una Cgil amica di dittatori sanguinari. I dittatori – specifica la Cgil -. noi li abbiamo sempre combattuti, in patria e fuori, quando è stata messa in discussione la libertà dei cittadini”.
La reale posizione del sindacato che ha passato più tempo ad organizzare manifestazioni “contro il terrorismo” che scioperi contro il padrone appare comunque confermata da quello che è successo a Treviso.
Qui, ha scritto Trevisotoday.it,  il 23 gennaio scorso si tenuta una “manifestazione mondiale contro Maduro: “ Con il sostegno dello SPI CGIL la comunità venezuelana si ritrova per dire “No alla dittatura”.
Avete letto bene: “con il sostegno della SPI-CGIL”, vale a dire del sindacato dei vecchi rincoglioniti che si ritrovano a giocare a carte nelle sedi dell’ARCI, a formare il servizio d’ordine sindacale che, il 25 aprile, si schiera a difesa dei sionisti e che non disdegna né di votare in maggioranza per la Lega né di “pestare” Autonomi, studenti e “fannulloni (?) vari”, giusto per far concorrenza alla Polizia e per “difendere la Repubblica nata dalla Resistenza”.
“Lo SPI CGIL, nel confermarsi attento a ciò che succede nel mondo e a promuovere l’informazione, la democrazia e i diritti delle persone che abitano nel nostro territorio dà sostegno all’iniziativa”, hanno avuto il coraggio di scrivere gli interessati (i pensionati CGIL) nel loro disgustoso comunicato di adesione-promozione all’iniziativa contro-rivoluzionaria trevigiana.
C’è ancora bisogno di fornire prove del livello di abbrutimento raggiunto da un sindacato che, in altri tempi, ha comunque svolto un ruolo radicalmente diverso da quello che ha deciso di ritagliarsi oggi?
Allora, “servi” dell’URSS, oggi servi degli USA: comunque sia, sempre e soltanto servi.

Red4