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Democrazia sionista

Con l’arrivo del 2019, sono saliti a 52 gli anni di occupazione della Palestina da parte dell’entità sionista, compresi i dodici anni di assedio a Gaza ed i ventisei anni dalla firma degli accordi di Oslo, che avrebbero dovuto creare uno Stato palestinese libero e sovrano.
Oggi, seicentomila cittadini israeliani vivono nelle circa 200 colonie israeliane illegali create in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
Anche dopo la conferma delle nuove elezioni, sono state annunciate altre 2.200 unità per le colonie, a dimostrazione che “ lo stato dell’apartheid” in cui non tutti hanno diritto di voto continua ad avanzare.
Se esaminiamo brevemente chi ha e chi non ha diritto di voto in Israele/Palestina possiamo avere un’idea delle motivazioni reali dell’entità sionista:
- Israeliani ebrei che vivono in Israele e negli insediamenti a Gerusalemme Est e in Cisgiordania: 6.589.000 (dati del Central Bureau of Statistics of Israel)
- Cittadini palestinesi di Israele (palestinesi che possono votare alle elezioni nazionali): 1.500.000 (Ufficio centrale di statistica di Israele e Comune di Gerusalemme)
- Palestinesi della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e di Gaza che non possono votare alle elezioni nazionali israeliane: 4.880.000 (Ufficio centrale di statistica dell’Autorità palestinese).
In pratica, nell’entità sionista il diritto di voto è concesso solo al 60% della popolazione totale e solo ad un terzo dei palestinesi che vivono sotto l’occupazione sionista.
E c’è  ancora chi si ostina a farneticare dell’entità sionista non solo come uno Stato democratico, ma addirittura come l’unica vera democrazia del  Vicino Oriente!

L. A.