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Il cambiamento di chi non cambia

Il 14 dicembre scorso il Consiglio europeo ha deciso di rinnovare le sanzioni alla Russia.
Il voto è stato unanime e, anche in questo caso, l’Italia non ha fatto mancare il proprio voto a favore.
Dopo tante parole contro le sanzioni, dopo le attestazioni di formale amicizia con Putin da parte del cazzaro dei Navigli Matteo Salvini, il sedicente “governo del cambiamento” si è comportato esattamente come i suoi predecessori a guida Pd.
La cosa appare ancor più grave se si considera che dal Governo-Conte non è arrivata alcuna condanna contro il governo ucraino per la volontà di quest’ultimo di innescare una nuova escalation militare nei confronti delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.
Tutto ciò quando, solo qualche giorno fa, il leader (si scrive leader ma si pronuncia più correttamente lader) leghista è volato nell’entità sionista ad appoggiare Netanyahu nella sua propaganda di guerra contro la Resistenza libanese, rappresentata in primo luogo da Hezbollah. Scarponi militari ai piedi e cellulare in mano per i soliti tweet, Salvini ha dato il peggio di sé, allineandosi a tutta la tipica retorica della prepotenza sionista, islamofoba e anti-araba, e lasciando addirittura trapelare una futura disponibilità a riconoscere Gerusalemme come capitale dell’entità sionista.
Di fronte all’annuncio di un ministro dell’Interno che pretende di cambiare “in profondità”, ma in peggio, la tradizionale politica italiana in Medio Oriente, il resto del governo giallo-verde ha reagito in modo assolutamente blando. Solo la ministra della Guerra Trenta, evidentemente sollecitata anche dai militari preoccupati per le sorti del contingente italiano in Libano, non ha potuto fare a meno di esprimere una timida, timidissima presa di distanza.
Per il resto un silenzio assoluto. Che conferma il totale, completo allineamento dell’attuale Esecutivo alle politiche guerrafondaie, anti-russe e filo-imperialiste della NATO e dell’Europa.
L’ennesima prevedibilissima indecenza di un Governo “senza arte” ma di parte: la solita parte degli yankees.

Red2