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Antisionismo non è antisemitismo

Volete un esempio della falsità dell’equazione anti-sionismo=anti-semitismo?
Oggi vi offriamo quello dei Neturei Karta.
Fondati da Rabbi Aharon Katzenelbogen nel 1938 dopo essersi separati dall’Agudat Yisrael, i Neturei Karta (Guardiani della città, in lingua aramaica) combattono il sionismo in quanto considerato colonialismo «e tutto ciò che esso porta, dalla perdita di vite umane all’oppressione, è una profanazione della volontà di Dio». Uno dei loro rabbini, Moshe Hirsch (1923-2010) è stato consigliere di Arafat per gli Affari Ebraici del governo palestinese, mentre nel 2005 alcuni loro membri hanno partecipato alla Marcia per la Liberazione di Gaza. Diverse delegazioni Neturei Karta si recano regolarmente in Iran e nel 2006 hanno anche partecipato, su invito di Ahmadinejad, alla famosa conferenza sull’Olocausto, alla quale hanno preso parte numerosi negazionisti e revisionisti.
Il loro sentimento pro palestinese, così come quello di altri gruppi di ebrei ortodossi, non ha nulla a che vedere con i diritti umani o con la politica (entrambe leggi secolari), ma è funzionale solo al fatto di voler adempiere alla volontà del Signore. «I sionisti devono cedere l’intera terra alla Palestina e attendere la venuta del Messia per riavere Israele» sono le frasi più ricorrenti che si leggono e si ascoltano quando ci si reca a Mea Shearim, il quartiere di Gerusalemme che ospita gli ebrei ortodossi secondo le strette rigide osservanze della Torah e del Talmud.
Ebrei anti-sionisti, dunque, i Naturei Karta. Non anti-semiti. Perché stabilire, e sancire tramite leggi, una relazione di eguaglianza fra i due termini, ciascuno dei quali rappresenta il riflesso linguistico di due realtà nettamente differenti, può giovare solo a Netanyahu ed alla sua cricca di neo-colonialisti.

Red5