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Il coccodrillo di Bush

Qualche giorno fa si è spento George H.W. Bush 41esimo presidente degli Stati Uniti.
Noto anche come il macellaio di Baghdad, responsabile per la morte diretta di almeno 200 mila iracheni durante la prima guerra del golfo (senza contare le successive vittime causate dall’embargo).
Come tutte le dinastie americane che si rispettino anche la famiglia Bush ha una storia quantomeno nebulosa. E così se i Kennedy devono la loro fortuna al contrabbando di liquori durante il proibizionismo, il patriarca della famiglia, Prescott Bush, si è arricchito commerciando coi nazisti negli anni trenta e contribuendo non poco al riarmo della Germania.
Prescott  una volta finita la guerra, coerentemente fu poi tra i protagonisti della organizzazione, proprio in Germania, della locale sezione dell’OSS (la Cia ante litteram). Da allora il rapporto della famiglia Bush coi servizi segreti americani non si è mai interrotto.
Geroge H.W. Bush divenne infatti, sotto il presidente Ford nel 1976, direttore della Cia.
Politicamente e intellettualmente poco dotato (un po’ come il figlio) Bush deve la sua “luminosa” carriera politica più alle entrature che al talento. Fino alla elezione come presidente avvenuta nel 1989, infatti, la carriera politica di Bush padre progredisce più per  nomine e raccomandazioni che per i successi elettorali. Fu nominato capo del comitato elettorale repubblicano, direttore dei servizi segreti, ambasciatore all’Onu e, infine, vice presidente degli Stati Uniti sotto Reagan.
Nel ruolo di vice presidente fu invischiato nella vicenda Iran-contras, cioè nell’operazione segreta che vide i servizi segreti americani e l’esercito fornire illegalmente armi all’Iran (in funzione anti irachena) e con i soldi ricavati finanziare illegalmente la guerra condotta dai contras contro il governo (allora) rivoluzionario di Managua.
Commentandone il decesso l’onnipresente Obama ha dichiarato “[...] E i nostri pensieri vanno all’intera famiglia Bush stanotte e a tutti quelli che sono stati ispirati dall’esempio di George e Barbara Bush”… bell’esempio.

M. R.