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La stupidità altrui

Esistono due modi per essere felici in questa vita, uno è di diventare un idiota e l’altro è di esserlo.”
Sigmund Freud

Se eravate e seguitate ad essere convinti che la stupidità sia una dote del vostro capo-ufficio o, più in generale, degli Italioti, un popolo che sostituisce Renzi con la coppia Salvini-Di Maio forse perché si crede comunemente (ed erroneamente) che “due ciarlatani sono è meglio di uno”, dovrete ricredervi. Dopo aver letto quello che è successo qualche mese fa in Turchia.
Dove, durante un gioco televisivo, ad una ventiseienne turca, peraltro laureata in Economia ad Istanbul, durante un gioco televisivo simile al nostro “Chi vuol essere milionario”, è stato chiesto: “Dov’è la Grande Muraglia Cinese?”. Le alternative erano quattro: Cina, India, Corea del Sud e Giappone.
In via di principio, anche senza la parola “cinese” accanto, tutti (?) dovrebbero sapere dove si trova la Grande Muraglia. Non foss’altro che per aver visto, da bambino,  Mulan, il film della Disney.
Ma la gente, turchi compresi, non perde occasione (anzi: quiz) per stupirci e la ragazza, tra la sorpresa generale, ha deciso di chiedere uno degli aiuti previsti: quello del pubblico.
Incredibile ma vero, solo il 51% di esso ha scelto la Cina.
La concorrente, a questo punto, ha deciso di avvalersi del secondo aiuto: quello della chiamata a casa. Fortunatamente l’amico a cui ha scelto di rivolgersi avrà forse guardato su Google e l’ha informata che, in effetti,  la Grande Muraglia Cinese si trova in Cina.
Bene, brava, promossa! Al turno successivo, di cui vi risparmiamo, per rispetto del vostro senso del ridicolo, l’esito.
“Robe turche, robe da turchi!”, commenterà probabilmente qualcuno ricorrendo alla solita pezzente abitudine di ricorrere all’esterofobia per cercare di giustificare le proprie più deplorevoli abitudini.
In realtà, le cose non stanno affatto così. In Italia, il Paese in cui l’Ignoranza viaggia sui mezzi pubblici dei social media e di una lunga e mai superata tradizione “culturale” contadina, la situazione non è granché diversa da quella della Turchia. Per rendersene conto, è sufficiente seguire i programmi televisivi a quiz, un’autentica orgia di un’asineria esibita con orgoglio e con superficialità, perché “con la cultura non si mangia” e “non si fanno i soldi”.
“Tutto il mondo”, in fondo “è paese”. E ciò anche perché, quelle dei giorni nostri, stanno diventando le società più informate che mai siano morte di ignoranza.

E. C.