Canale Video


Calendario

Dicembre 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Archivio Articoli

Miti infranti

Siamo sinceri: da lui non ce la saremmo mai aspettata. Così come non ci siamo mai aspettati un pensiero laico dal bigotto Conte o un’idea geniale dal ritardato Renzi.
Perché, per quelli come noi che considerano la divulgazione scientifica  una risorsa preziosa ed irrinunciabile e chi sa farla  correttamente e dando prova di possedere capacità di intrattenimento sconosciute ai più un autentico mito, per quanto massmediatico, quello che è capitato ad Alberto Angela rappresenta una delusione assolutamente imprevista e, anche per questo, difficile da giustificare.
I fatti: lo scorso sabato 13 ottobre è andata in onda su RAI1 una puntata del programma Ulisse, il Piacere della Scoperta condotto dal noto divulgatore Alberto Angela. Il programma è tuttavia incorso in un grave errore di ricostruzione storica. Il conduttore ha infatti sostenuto che i Russi (non i Sovietici… proprio “i Russi”!) sono stati corresponsabili dello sterminio di Ebrei polacchi, avendoli consegnati ai loro carnefici. Queste le esatte parole del conduttore: “Prima dello scoppio della guerra erano proprio i Russi a consegnare ai Tedeschi, ai nazisti, migliaia e migliaia di Ebrei in omaggio ad un accordo che la Germania e la Russia avevano fatto, l’accordo Molotov Ribbentrop, che aveva stabilito per così dire una specie di pace tra le due nazioni”.
Un giudizio assolutamente falso e del tutto inaccettabile!
L’Unione Sovietica (come peraltro tutte le potenze belligeranti, Italia inclusa), può essere accusata di gravi violazioni dei diritti umani nel corso di quel conflitto (non potendosi tacere che, in ogni caso, essa venne aggredita dalle potenze nazifasciste e che diede il maggior contributo di sangue alla loro sconfitta, liberando anche, a dispetto del filmaccio filo-yankee del piddino Roberto Benigni, il campo di Auschwitz). Ciò nonostante, un’ampia produzione accademica, facilmente reperibile, dimostra che non solo i Sovietici non consegnarono ai Tedeschi gli Ebrei che vivevano nella zona della Polonia occupata nel settembre del 1941 o che in essa avevano trovato scampo, ma anzi che molti di essi poterono materialmente salvare la propria vita solo grazie alla vittoria dell’Armata Rossa.
Citiamo, al riguardo proposito dal testo, The Distress of Jews in the Soviet Union in the Wake of the Molotov-Ribbentrop Pact di Mordechai Altshuler: “Coloro che prima del 1 settembre 1939 vivevano nelle aree della Polonia annesse all’URSS (inclusi 1.200.000 Ebrei) ricevettero automaticamente la cittadinanza sovietica. Oltre ad essi, nelle aree poi ribattezzate Ucraina e Bielorussia Occidentali, si trovavano anche centinaia di migliaia di profughi la cui residenza permanente prima della Seconda Guerra Mondiale era nella zona assegnata alla sfera di controllo tedesca dal “trattato di confine ed amicizia”. Fra questi rifugiati si stima vi fossero 150 – 200.000 Ebrei. Nei primi mesi dell’occupazione della Polonia Orientale, le autorità Sovietiche tentarono di persuadere questi rifugiati ad offrirsi volontari per lavorare nell’URSS (nei confini precedenti il 1939). La maggioranza di questi profughi non accettò l’offerta, al che le autorità gli presentarono due alternative: accettare la cittadinanza sovietica con certe restrizioni o “tornare a casa”, ovvero ritornare nella sfera di influenza tedesca. Tutti quelli che non accettarono la cittadinanza sovietica vennero esiliati in aree remote dell’URSS. La deportazione avvenne fra il 29 giugno e la seconda metà di luglio del 1940. In questa operazione 77.228 profughi vennero deportati dall’Ucraina e dalla Bielorussia Occidentale. L’84% di costoro erano Ebrei e l’11% Polacchi.”
In conclusione: è assolutamente falso che furono “i Russi a consegnare ai Tedeschi, ai nazisti, migliaia e migliaia di Ebrei in omaggio ad un accordo che la Germania e la Russia avevano fatto”. Al contrario: 1.300.000 Ebrei ricevettero immediatamente la cittadinanza sovietica, altri 90-140.000 poterono vivere legalmente in URSS (molti di questi poi caddero vittima dei nazisti che di lì a poco invasero l’Unione Sovietica circostanza che tuttavia può difficilmente essere rimproverata a quest’ultima). Infine un gruppo più esiguo, circa 60.000, avendo rifiutato qualsiasi ipotesi di collaborazione con lo stato sovietico subirono, si, una dura deportazione, ma poterono, per la maggior parte, fare ritorno in Polonia a guerra finita.
Peccato per Alberto Angela, e rimpianti per il suo personale mito andato in frantumi un po’ come succede con tutti i miti.
Soprattutto a quelli che non riescono e non possono resistere al confronto con la realtà, questa sì scientifica perché inoppugnabile…

Red3