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In punt(ur)a di spillo

L’edizione regionale (lombarda) del Corriere della sera,  il fogliaccio già della P2, del 15 gennaio scorso pubblicava, a pagina 12, una foto a dir poco curiosa.
In essa, il bombarolo-terrorista fascista  Giusva Fioravanti – uno condannato più volte per strage, dopo una carriera scandita dagli attacchi alle femministe romane di Radio Città Futura (insieme con quell’incrocio fra un cavallo, una gallina da sezione capitolina del MSI ed un rospo da fogna squadristica che è la consorte Francesca Mambro) e da altrettanto eroiche imprese “rivoluzionarie” – è ritratto mentre lascia il palazzo di giustizia di Brescia (dove aveva testimoniato nel corso di un’udienza del processo per la strage di piazza della Loggia) sottobraccio ed in atteggiamento a dir poco amichevole (considerato il personaggio, meglio sarebbe dire “cameratesco”) con tale Renato Bettinzoli, ex partigiano ed esponente… dell’ANPI!!!
Sì, avete letto bene: ex partigiano ed esponente dell’ANPI, l’associazione di reduci e di parenti di reduci di provata fede picista che rivendica per sé sola la facoltà ed il diritto di stabilire chi è fascista e chi non lo è, chi è terrorista e chi non lo è, chi va sbattuto in galera e chi può e deve restar fuori a sbattere in galera (o in altro luogo più o meno analogo)!
La foto vergognosa non è solo l’ennesima prova dell’ennesimo rapporto bestiale e contro natura della galassia picista – serva stupida e zelante dello Stato – con chi, lo Stato, lo ha sempre e comunque difeso strage dopo strage, assassinio dopo assassinio, menzogna dopo menzogna.
E’ anche la conferma che, nell’epoca del governo-Berlusconi, del PD di D’Alema-Bersani e del mondo corrotto e criminale dei politicanti di professione e degli Esecutivi della Malavita, il fetore della Sinistra, istituzionale e non, ha reso irrespirabile l’aria.
L’aria tout court, non quella che si respira da sempre nelle stanze del potere.
Dopo i 25 aprile con la partecipazione delle Brigate Ebraiche, esperte in pulizia etnica e in massacro di palestinesi, non poteva non venire la foto-ricordo di un (sedicente) ex partigiano ed un terrorista fascista dichiarato uniti in nuovo tipo di relazione matrimoniale: quella fra le due correnti dello Stato borghese che da decenni sbrigano, con ruoli ed importanza diversi, lo sporco lavoro di combattere a qualsiasi prezzo chiunque si opponga realmente allo “stato di cose esistente”.
“Lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti”: a Radio Popolare, agli spinellati del Leoncavallo, ai patetici di Rifondazione, ai maestrini con la penna ros(s)a de Il  Manifesto , naturalmente, il ruolo di vergognosi ed indecenti becchini.

Eugenio Colombo

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