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Ma quale cambiamento?

Li hanno definiti – e loro stessi, a dire il vero, amano definirsi – “quelli del Governo del cambiamento”
C’è sùbito da osservare che si fatica a capire di quale “cambiamento” si possa parlare, se non altro perché si tratterebbe di dimostrare  quale cambiamento ci sia se Salvini prende il posto di Alfano, giusto per fare un esempio.
A parte questo, prendiamo la questione delle spese militari. Un tema che per i Cinquestellati, ai tempi della “opposizione”, era assolutamente centrale. Al punto  che lo stesso Beppe Grillo ne aveva fatto una “battaglia fondante” del suo blog, suggerendo un taglio draconiano (“almeno 10 miliardi”) per finanziare il reddito di cittadinanza.
Per tacere poi della campagna contro gli F35 le “bare volanti” acquistate per compiacere il  padrone yankee.
Passano gli anni, passano le alleanze politiche e gli schieramenti, passano i Governi, ma la musica sembra proprio essere sempre la stessa.
Lo dimostra, ad esempio, l’acquisto dei (giustamente) detestati, criminalizzati e disprezzati caccia prodotti dalla Lockheed, un acquisto, con gran scorno del citato Beppe Grillo, confermato dal Governo giallo-verde.
Come se non bastasse, la ministra Elisabetta Trenta – una “grillina” nota solo nello ristretto entourage del comico genovese – ha annunciato che entro il 2024 l’Italia spenderà per la Difesa il due per cento del PIL, vale a dire quasi 40 miliardi all’anno, più di 100 milioni al giorno. Già oggi sono 64, non proprio bruscolini o spiccioli da elemosina ai mendicanti.
Nessun passo avanti, almeno fino a questo momento, neppure rispetto alla trasparenza delle spese militari, che in Italia sono da sempre occultate sotto altre voci, cooperazione inclusa.
Per farla breve, nessuna novità: si continua come sempre.
E questo sarebbe il Governo “del cambiamento”?

Red3