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Miracoli e miracolati

…come diceva Napoleone, in politica la stupidità non è un handicap: il motivo è che i politici devono piacere alla gente, che è in buona parte stupida. Semmai può diventare un handicap il non essere stupidi, tanto che in politica chi non lo è deve fingere di esserlo, per compiacere il pubblico
Piergiorgio Odifreddi, La democrazia non esiste.

Delle pulsioni misticheggianti e neanche tanto occulte dell’attuale vice-presidente del Consiglio, Gigi Di Maio, abbiamo già avuto motivo di occuparci. Come ben sanno i nostri pochi ma affezionati lettori.
Se ritorniamo sull’ennesima “impresa” del Nostro, è giusto per commentare una sua recente sortita televisiva che è poco definire stupefacente (l’allusione al ricorso di sostanze allucinogene è affatto voluta)
Nel corso di una puntata di Porta a porta, il programma ormai di culto (anche in questo caso l’allusione è intenzionale) dopo l’esternazione del Presidente del Consiglio a favore di padre Pio, il noto e venerato truffatore di Pietralcina, condotto dal leccapiedi del Potere per eccellenza, Bruno Vespa, don Gigino Di Maio, un miracolato di san Gennaro dopo averne baciato la teca, si è esibito in una dichiarazione che ha lasciato sbalorditi persino i media di regime: “Di Maio l’onnipotente: Aboliremo la povertà”.
Sì, avete letto bene: neanche fosse Gesù Cristo, Di Maio, detto anche Il Misericordioso, ha promesso pubblicamente che, “da marzo 2019 o giù di lì, la povertà comincerà ad essere abolita”.
La povertà, dopo aver resistito per millenni a modi di prodizione diversi, a vari ed a volte incompatibili fra loro regimi politici ed alle più disparate politiche economiche e sociali, con un colpo di bacchetta magica impugnata dai Pentastellati e dal loro Governo, per incanto “sparirà”. Rendendo, a questo punto, ben poca cosa persino i (presunti) miracoli del messia palestinese di un paio di millenni fa. Insomma, là dove non è arrivato Gesù Cristo, ha promesso di arrivare don Gigino Di Maio. Uno che, a detta dei comici, se non esistesse occorrerebbe inventarlo.
Nelle stesse ore dell’esternazione-assicurazione del Governo a guida Cinquestelle e Lega, negli Stati Uniti, all’Assemblea generale dell’ONU, il presidente Donald Trump non esitava a definirsi “il meglio ed il più di tutti i presidenti USA”. Suscitando, com’era prevedibile, l’ondata di risate dei presenti.
Cosa che, a quanto pare, non è avvenuta per le “sparate” del pentastellato Di Maio, uno che, a quanto sembra, dopo aver baciato il sangue di san Gennaro, sembra proprio considerarsi miracolato.
Solo lui, però: lui che di sicuro povero non è e non è mai stato.

Luca Ariano