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I crimini degli extra-comunitari

Matteo Salvini ha dichiarato che, in Italia, i reati commessi ogni giorno dagli immigrati sono più o meno 700, cifra che corrisponde all’incirca ad un terzo  del totale.
Eppure, le fonti ufficiali non confermano i dati forniti dall’attuale Ministro degli Interni.
Nel nostro sfortunato Paese, i reati commessi ogni anno sono pari a circa 2,5 milioni di unità, in progressiva diminuzione dal 2014 ad oggi. Nella maggioranza dei casi, tuttavia, il colpevole resta sconosciuto. Partendo dal totale, una stima approssimativa dei reati “quotidiani” si aggira attorno ai 6.500 crimini. I denunciati o arrestati, invece, sono stati circa 240 mila nei dodici mesi tra agosto 2016 e luglio 2017. La cifra equivale a un po’ più di 650 persone al giorno.
Dunque il ministro dell’Interno avrebbe dovuto dire, per essere corretto, che gli stranieri denunciati o arrestati ogni giorno in Italia sono circa 700, in effetti poco meno di un terzo del totale (i dati appena riportati sono tratti dal sito www.pagellapolitica.it).
Sorge inevitabilmente un dubbio: non è che l’insistenza di Salvini in particolare e dei suoi soci leghisti in generale sul tasso di criminalità degli extra-comunitari e sulla loro presunta “vocazione a delinquere” intenda distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica e del popolo-bue da altri crimini e da un’altra tipologia di criminali, ad esempio da quelli della Lega e del gruppo dirigente pre e post salviniano?
Pensiamo allo scandalo più clamoroso che ha interessato di recente la Lega.
Nel luglio del 2017 il tribunale di Genova ha condannato per truffa ai danni dello Stato il fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi, e l’ex tesoriere del partito, Francesco Belsito, nonché tre dipendenti del partito e due imprenditori “simpatizzanti”. Il procedimento riguardava i rimborsi elettorali ricevuti dalla Lega  (che allora si chiamava Lega Nord ) tra il 2008 e il 2010 e, del tutto impropriamente,  utilizzati per spese personali. Lo scandalo era nato nei primi mesi del 2012, quando Belsito venne indagato per la sua gestione dei rimborsi elettorali ricevuti dal partito e trasferiti, in alcuni casi, all’ester. Dove erano stati investiti in varie attività, tra cui l’acquisto di diamanti.
La vicenda aveva portato alle dimissioni di Bossi dalla carica di segretario e alla sua condanna a 2 anni e 6 mesi, mentre l’allora tesoriere del partito, Francesco Belsito, era stato condannato a 4 anni e 10 mesi.
Quello appena ricordato, lo ripetiamo, è solo uno dei tanti scandali (con annessa appropriazione di denaro pubblico) che ha visto e vede coinvolto il gruppo dirigente leghista, e non solo quello del recente passato
Che, è persin banale rimarcarlo, non siano soltanto e soprattutto gli extracomunitari a rubare?

Red7