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Quel che l'orecchio 'sinistro' non vuol sentire

Dacché la società umana ebbe impostori, sorsero preti, se già i primi non furono essi. Certo però i maggiori, i più astuti, i più fortunati impostori del genere umano furono sempre i preti.
Giuseppe Garibaldi, 1870

Per le maestrine dalla penna rossa e per i fraticelli laici catto-comunisti, Francesco, il “rappresentante sulla terra” del personaggio mitologico che “cacciava i mercanti dal tempio”, è una vera e propria star, un’icona al di sopra ed al di là di ogni critica o sospetto.
In realtà, sia le prime che i secondi ignorano, o, molto più probabilmente, fingono di ignorare che:
Il Vaticano ha un patrimonio mondiale fatto di quasi un milione di complessi immobiliari composto da edifici, fabbricati e terreni di ogni tipo con un valore che prudenzialmente supera i duemila miliardi di euro. Può contare sullo stesso numero di ospedali, università e scuole di un gigante come gli Stati Uniti. Ha oltre 1,2 milioni di “dipendenti” e quasi un miliardo e duecento milioni di “cittadini”. (cfr. Il Sole-24 ore del 5 febbraio 2013).
Le Fondazioni intitolate a Ratzinger e a Wojtila hanno incassato talmente tanto denaro da conservare in banca oltre 15 milioni.
La Fondazione del Bambin Gesù, nata per raccogliere le offerte per i piccoli malati, ha pagato parte dei lavori eseguiti per il nuovo appartamento del cardinale Tarcisio Bertone.
Lo IOR ha quattro fondi di beneficienza che, nonostante produca utili per decine di milioni, ha “regalato”, nel 2015, solo 17mila euro.
Per “fare” un santo, per diventare beati, occorre pagare, cioé sborsare denaro.
Lo stesso Francesco, per rimettere in sesto le finanze vaticane, ha scelto il cardinale George Pell, che, in Australia, è finito in un’inchiesta del locale governo per pedofilia. E che ha speso, per se stesso e per i propri “amici”, mezzo milione di euro in sei mesi in stipendi e vestiti su misura.
I Salesiani investono in società in Lussemburgo e i Francescani, con buona pace del voto di povertà e della fama di “poverelli di Cristo”, in Svizzera. Inoltre, diocesi all’estero hanno acquistato società proprietarie di emittenti televisive… porno!
In Vaticano ci sono alcune “miniere d’oro”, che producono annualmente ricavi milionari: i Musei vaticani (90 milioni), la Fabbrica di San Pietro (15 milioni) e una serie di esercizi commerciali esentasse in teoria accessibili solo ai dipendenti vaticani, in pratica aperti a tutti o quasi, come la farmacia (32 milioni, una normale farmacia incassa 700mila euro all’anno), il distributore di benzina (27 milioni), il supermercato (21 milioni), la tabaccheria (10 milioni).
L’ospedale di padre Pio, il truffatore ed impostore venerato dai fedeli più ottusi, ignoranti e superstiziosi, possiede 37 fra palazzi ed immobili, il cui valore è oggi stimato in 190 milioni di euro.
Per guadagnare più soldi, la Santa Sede ha distribuito tesserini speciali a mezza Roma, e che vende ancora oggi sigarette, benzina e vestiti tax-free, incassando 60 milioni l’anno.

Sono comunque tante, le cose che gli adoratori catto-comunisti  di Francesco non sanno.
E che, in ogni caso, per esigenze di spazio e per disgusto morale, non seguiteremo ad elencare, pur potendolo agevolmente fare.
Anche perché, come ammonisce il noto adagio popolare, “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Neppure se l’unico orecchio che potrebbe farlo è l’orecchio…”sinistro”.

Ravachol

Salvo indicazioni contrarie, la gran parte delle informazioni ricordate nell’articolo che avete letto sono tratte dal libro, di Emiliano Fittipaldi, Avarizia. Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco, Feltrinelli, Milano, 2015.