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Zitto e prega!

Un divino invito
Papa Francesco, il “buono”, quello che ha sostenuto la dittatura Argentina (una delle dittature più feroci che si ricordino) ha stabilito di non rispondere alle pubbliche accuse di mons. Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio apostolico amerikkkano che ha deciso di vuotare il sacco per quanto riguarda le omertà dei vertici della chiesa cattolica romana, e quindi del Papa, sulla accuse di pedofilia rivolte ai preti a stelle e strisce.
Il Papa chiede ai suoi fedeli “silenzio e preghiera”
L’invito in sé non è una novità, il “silenzio” in fondo, in questo caso, è sinonimo di omertà, atteggiamento che tra questi corvacci neri si è registrato spesso ed in abbondanza. Abbiamo scoperto, infatti, di vescovi che deliberatamente occultavano gli abusi pagando (corrompendo) le famiglie delle vittime per evitare le denunce, Stati (come il nostro) che insabbiavano i processi e famiglie che per vergogna preferivano negare la realtà.
Visto che il “silenzio” è prassi consolidata tra le gerarchie ecclesiastiche sarebbe, allora, interessante capire che cosa intende il vescovo di Roma con l’espressione “preghiera”.
La preghiera di norma è una richiesta rivolta all’altissimo loro: si prega, ad esempio, a favore dell’ “anima”, ma in questo caso sarebbe un tantino fuori luogo pregare per l’animaccia del pedofilo. Si può pregare, a quanto pare, anche per la morte di qualcuno, come proponeva un monsignore amerikkkano qualche tempo fa, nella speranza che la giustizia divina sottragga il reo alla giustizia terrena. Certo, si potrebbe commentare, non ci sarebbe bisogno di attendere la mano di Dio se la giustizia di questo mondo funzionasse in modo adeguato e se la Santa Sede non avesse cercato di insabbiare il tutto, papa compreso dato il potere assoluto di cui dispone all’interno dei vertici ecclesiastici.
Oltre che coi silenzi e con le preghiere la chiesa ha cercato in ogni modo di giustificare gli abusi dei suoi ministri: una delle scuse più bizzarre è quella secondo la quale la percentuale di pedofili tra le fila dei preti, corrispondendo al 2 per cento del totale dei preti attivi, è esattamente uguale a quella che si riscontra tra i laici. Bizzarro. Procedendo con lo stesso ragionamento dovremmo riscontrare tra i preti le medesime percentuali che si riscontrano tra i cittadini “normali” per colpevoli di: omicidio, di rapina in banca, di sfruttamento della prostituzione, spaccio di droga, ecc.
Insomma, scuse su scuse che fanno concludere che le recenti prese di posizione più dure nei confronti dei preti pedofili altro non sono che un modo, un comportamento falso, ma necessario per cercare di recuperare credibilità e posizioni contro la concorrenza delle altre religioni all’interno del mercato mondiale di anime.

M. R.