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Chi è antisemita?

Il 19 luglio scorso, il primo ministro dell’entità sionista che, lo ricordiamo ai pochi che se ne fossero colpevolmente scordati, si considera l’unico Stato ebraico esistente in quanto “Stato di tutti gli ebrei” (1), dunque una teocrazia al pari del Vaticano, Benyamin Netanyau ha ricevuto con tutti gli onori il collega ungherese Viktor Orbàn, leader di un raggruppamento di destra che ha più volte elogiato Miklos Horhy, cioè il collaborazionista capo dell’Ungheria durante la seconda guerra mondiale, periodo in cui 600mila degli 800mila ebrei ungheresi venne sterminati dai Nazisti.
Inevitabile, e dovuto, l’interrogativo: si può essere ebreo e leader di uno Stato che si auto-definisce “ebraico” e che pretende di rappresentare la risposta storica, politica e morale all’Antisemitismo (Netanyau) e, nello stesso momento, amico ed alleato di chi non ha mai fatto nulla per nascondere le proprie simpatie e le proprie posizioni anti-semite (Orbàn)?
Ma allora. chi è razzista? chi è anti-semita? Chi, ai crimini ed alle assurdità del passato ne aggiunge altri meno assoluti ma più recenti?

(1) Nella stessa giornata del 19 luglio, il Parlamento sionista ha approvato una legge che dichiara Gerusalemme capitale di Israele e adotta il calendario ebraico come quello ufficiale dello Stato. In una clausola, poi, retrocede la lingua araba da “ufficiale” a “speciale”, rendendo l’ebraico la lingua nazionale. Altra norma controversa è quella che sancisce che “lo Stato vede lo sviluppo dell’insediamento ebraico con valore nazionale e agirà per incoraggiare e promuovere il suo consolidamento”.

Luca Ariano