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Gli operai nel pallone

Ronaldo è così ricco che, la notte, per dormire, conta gli Agnelli
Leggo

Se, in tutti questi anni, vi siete almeno una volta chiesti che fine avesse mai fatto la “gloriosa ed invincibile Classe Operaia” che, a detta di alcuni burloni politicamente strabici avrebbe dovuto ”dirigere tutto” (ma proprio tutto, matrimoni compresi), di recente avete avuto modo di soddisfare la vostra più che legittima curiosità. Sì, perché quella Classe Operaia, che non solo, come già accennato, doveva “dirigere tutto”, ma doveva e deve anche occuparsi di tutto, è scesa, è il caso di dirlo, nuovamente in campo!
Per protestare contro la politica dell’attuale Governo, al pari di quello che l’ha preceduto, asservita agli interessi della finanza internazionale, degli USA e del FMI; o per gli effetti di una crisi economica che moltiplica il numero dei poveri come Gesù Cristo moltiplicava, a dar retta alle favole dei Vangeli, “ i pani e i pesci” (i boccaloni in particolare, più che i pesci in generale); oppure ancora per l’occupazione della Palestina da parte dei sionisti; e via elencando ragioni più che sufficienti per decidere di incrociare le braccia invece di seguitare a tirare le cinghie dei pantaloni.
Macché: niente di tutto questo.
E’ successo piuttosto che, in séguito al “colpo calcistico” del secolo, vale a dire all’acquisto dell’attuale indiscusso Sovrano di quelli che prendono a calci un pallone in mutande, tale Cristiano Ronaldo, portoghese sia di nazionalità che per il vizietto di evadere le tasse, da parte della Juventus, cioè della FIAT, cioè della FCA italo-yankee, gli operai di Melfi, quelli aderenti al sindacato USB, abbiano proclamato due giorni di sciopero per protesta.
È inaccettabile che mentre ai lavoratori di FCA e CNHI l’azienda continui a chiedere da anni enormi sacrifici a livello economico la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l’acquisto di un calciatore“, dicono dal sindacato USB. “Ci viene detto che il momento è difficile, che bisogna ricorrere agli ammortizzatori sociali in attesa del lancio di nuovi modelli che non arrivano mai. E mentre gli operai e le loro famiglie stringono sempre più la cinghia la proprietà decide di investire su un’unica risorsa umana tantissimi soldi! È giusto tutto questo? È normale che una sola persona guadagni milioni e migliaia di famiglie non arrivino alla metà del mese? Siamo tutti dipendenti dello stesso padrone ma mai come in questo momento di enorme difficoltà sociale questa disparità di trattamento non può e non deve essere accettata. Gli operai Fiat hanno fatto la fortuna della proprietà per almeno tre generazioni, arricchiscono chiunque si muova intorno a questa società, e in cambio hanno ricevuto sempre e soltanto una vita di miseria“.
Senza entrare nel merito delle motivazioni degli scioperanti, è di per sé già una notizia che gli operai sopravvissuti alle politiche di ristrutturazione aziendale volute in particolar mondo dai partiti della Sinistra imperialista, PD in testa: lo è, a maggior ragione scoprire che quelli che hanno deciso di farlo, direttamente o indirettamente poco importa, per ragioni… calcistiche!
La qual cosa, a ben vedere, segna comunque un progresso, per la Classe Operaia: una volta credeva passivamente alle balle che le rifilavano il PCI ed i sindacati, oggi, le balle in cui credere, se le sceglie lei. Trovandole nei campi di calcio…
P.S. Per la cronaca e per completezza di informazione, allo sciopero indetto dall’USB, un sindacatino la cui ragion d’essere sembra sempre di più quella di screditare lo sciopero in quanto tale e, così facendo, di accelerare l’iter delle ormai incombenti leggi-antisciopero, hanno aderito 5, diconsi 5, operai sui 1700 complessivi dell’azienda, e cioè lo 0,3%! Tutti, i 5, presumibilmente anti-juventini.

Eugenio Colombo