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E’ morto Marchionne, non il capitale

Riceviamo e pubblichiamo

NESSUN CORDOGLIO PER GLI SFRUTTATORI E GLI OPPRESSORI.
NON UNA LACRIMA: OGNUNO PIANGE I SUOI MORTI E MARCHIONNE NON  E’ UN MORTO NOSTRO.

Anche se la morte di ogni essere umano crea dolore fra chi lo ama e, come dice il proverbio, non si augura a nessuno, tuttavia in questo caso noi non ci associamo alle fanfare che magnificano un rappresentante della classe sfruttatrice.
Il capitale è un rapporto sociale determinato che genera sfruttati e sfruttatori, qualcosa d’impersonale, inumano, che si alimenta dello sfruttamento e del sangue di miliardi di esseri umani, e la vita di Sergio Marchionne, a.d. di FCA, è la personificazione di questo rapporto, un mito per gli apologeti del capitalismo/imperialismo  e un nemico per gli sfruttati di tutto il mondo.
La morte di Marchionne, funzionario del capitale, è stata preceduta dalla riorganizzazione dei vertici della società – nuovo amministratore delegato e nuove cariche che continuano il lavoro al servizio del capitale, della famiglia Agnelli e soci – e da una lunga campagna mediatica che magnificava la persona e i suoi grandi meriti al servizio della FCA-FIAT. Meriti raggiunti attraverso licenziamenti, cassa integrazione, aumento dello sfruttamento operaio, morti sul lavoro, “suicidi” di lavoratori e lavoratrici ridotti alla fame, delocalizzazioni, oppressione e clima da caserma nelle fabbriche.

Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo nella ricerca del massimo profitto, i grandi investimenti produttivi, i nuovi modelli, sono serviti solo ad aumentare i profitti, perché ciò che non rende profitto è capitale morto e ai capitalisti non interessano i lavoratori: muoiano pure gli operai purché si valorizzi il capitale e aumentino i profitti.
Se i padroni e i funzionari del capitale, dopo aver assicurato la continuità con la nomina dei nuovi manager, celebrano la sua morte come quella di un grande uomo, è solo perché nella società capitalista i borghesi detentori del potere sono anche i padroni dello stato e dei mezzi di comunicazione che capovolgono i valori della società, facendo dei parassiti capitalisti dei grandi uomini, relegando gli operai e i proletari che producono la ricchezza di cui loro si appropriano ai gradini più bassi della società. Per loro, che muoiono ogni giorno, non ci sono lacrime né titoloni sui giornali.
Nel sistema capitalista divisa in classi i borghesi detengono il potere economico e politico sfruttando e opprimendo i proletari e i singoli individui appartengono anche a loro insaputa a classi sociali determinati dai rapporti di produzione.

In questo momento in cui i borghesi piangono uno di loro, la nostra solidarietà e il nostro cordoglio vanno a tutte le vittime dello sfruttamento imperialista nel mondo, alle famiglie dei morti sul lavoro e di malattie professionali, alle vittime delle guerre quotidiane che vede contrapposti gli sfruttati agli sfruttatori, gli oppressi agli oppressori.

NON C’E’ ALCUNA COMPATIBILITA’ TRA I NOSTRI INTERESSI E QUELLI DEI PADRONI, OGNUNO PIANGE I SUOI MORTI

Centro di Iniziativa Proletaria “G: Tagarelli”
Via Magenta 88 Sesto San Giovanni (Mi)
mail: cip.mi@tiscali.it
25.7.2018