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Vieni avanti, cretino!

Rubrica periodica

POTERE AI PIRLA?
Lo confessiamo senz’altro: non abbiamo resistito alla tentazione. Non abbiamo, cioè, resistito alla tentazione di proporvi l’estratto di un’intervista, che potere leggere qui sotto, che una tale Viola Garofalo, l’autodefinitasi “portavoce ufficiale” del movimento (o lista elettorale? o cartello? o gruppuscolo? scegliete la definizione che preferite, tanto il risultato finale non cambia: il nulla politico più completo) auto-denominatosi Potere al Popolo ha rilasciato di recente ad un sito web che fino ad oggi non si era segnalato per indulgere all’umorismo.
Lo abbiamo fatto perché raramente ci è capitato di imbatterci in un minestrone simile di banalità, di luoghi comuni, sciocchezze, di ignoranza, di menzogne, di formule oracolari qua e là condito da una dose abbondante di saccenteria e di presunzione. Il tutto per celare un vuoto sostanziale, e non solo teorico, di fondo che lascerebbe stupefatti se non fosse stato fin da subito largamente prevedibile. Considerata la natura e la piccola storia professionale del cuoco…
Ma che Potere: semmai: Potta, al popolo!
D. T.

Potere al Popolo: un’intervista a Viola Carofalo dal Sudamerica

La questione della violenza é centrale nella lotta di classe ma anche nel momento di crisi che stiamo vivendo, come declinarla nel contesto per esempio dell’autodifesa contro il fascismo?


Io credo prima di tutto che la violenza sia sempre presente in una società, ed è quello che fanno a noi, quella è la forma prevalente. Rispetto alle altre forme, io penso che il problema sia sempre quello della leggibilità. Perché noi non siamo in una fase rivoluzionaria in cui il problema della violenza si pone rispetto alla lotta armata, non è questa la fase. E dunque quando parliamo di violenza parliamo del conflitto, degli scontri di piazza, tanto per fare un esempio. Io credo che possa essere uno strumento utile ma deve essere leggibile, non deve essere usato per colpire ma per manifestare una potenza. Posso fare un esempio, quando per esempio dei lavoratori vanno sotto al Ministero perché da tanti mesi non hanno il rinnovo del contratto, sono in cassa integrazione, e ci sono degli scontri, quegli scontri sono immediatamente leggibili. Una persona guarda la tv e si immedesima, dice “anch’io sono come loro, anch’io non prendo lo stipendio, anch’io non ho risposte e dunque fanno bene”. In altri casi, la violenza non è violenza, è solo rappresentazione della violenza. In quei casi diventa assolutamente muta rispetto a chi guarda. E quindi diventa uno strumento inutile, a volte addirittura controproducente. Io penso che ad esempio in alcuni casi, rispetto al neofascismo, diventi uno strumento che non è sempre utile. E non è sempre leggibile, perché chi guarda non riconosce le differenze. Questo ovviamente perché c’è un’involuzione sociale, e si tende a mettere le cose sullo stesso piano. Questo è un errore, è frutto della propaganda, ma bisogna secondo me essere intelligenti, e bisogna quindi utilizzare degli strumenti che siano comprensibili. Non è un duello medievale, una guerra tra singoli, è una guerra vera. Per vincere qualcosa, per vincere consenso, per vincere potere, deve essere fatta con gli strumenti giusti. Altrimenti non funziona. Quindi, rispetto al neofascismo, io credo che in tanti casi, quando è leggibile perché è stata fatta una violenza, perché in qualche modo è una risposta che è chiara, che è allargata, perché fatto da soggetti che vengono riconosciuti come legittimi, e legittimi detentori di quella forza, allora è giusto fare la violenza. Quando invece diventa qualcosa di incomprensibile per chi guarda, per chi casomai parteggerebbe anche, ma non capisce cosa sta succedendo, é solo confusione. Allora è uno strumento stupido. Quindi la violenza, ma questo anche per lo stesso Fanon, che passava per essere un violento, la violenza è uno strumento, non è mica un obiettivo, quindi non c’è da fare apologia.

Estratto dal sito-web carmillaonline.com dell’11 luglio.

Il titolo “Potere ai pirla?” è redazionale. Ugualmente redazionale è la scelta della vignetta che accompagna l’articolo.