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Le chiacchere come programma

“Parole, parole, parole/ Io ti giuro/ Parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi!
Canzone cantata da Mina nel 1972

Il neo presdelcons, l’auto-proclamatosi “avvocato del popolo” Giuseppe Conte – nobile di nome, anzi di cognome, ma sicuramente non di fatto – quando ha presentato al Senato il suo programma giallo-verde ha promesso di realizzare (inspirate profondamente perché vi verrà presto a mancare il respiro): reddito di cittadinanza, salario minimo orario, pensione di cittadinanza, flat tax, class action,  fine del business dell’immigrazione, estensione della legittima difesa, DASPO per i corrotti e agente sotto-copertura, taglio del legame Politica-Sanità, aumento dei fondi destinati alla pubblica sicurezza, Paese a misura di disabili, maggior attenzione nei confronti delle famiglie, eliminazione del divario di crescita fra Italia e resto d’Europa, riduzione del debito pubblico, crescita rapida e sostenibile, taglio dei vitalizi agli ex-parlamentari ed ai consiglieri regionali, nonché taglio delle pensioni dei dipendenti degli organi costituzionali, taglio delle pensioni di importo superiore ai cinquemila euro netti non coperte dalle contribuzioni, semplificazione e riduzione dei processi, inasprimento delle pene per violenze sessuali, costruzione di nuove carceri, riforma della prescrizione, contrasto a tutte le mafie, rafforzamento del conflitto di interessi, , potenziamento dei Centri per l’impiego, rimpatrio effettivo dei clandestini, carcere “vero” per gli evasori fiscali, inversione del trend di tagli ai fondi per la Sanità, accesso sicuro ad Internet per tutti i cittadini, riforma della legge-fallimentare,  riforma della “riforma del Terzo Settore”, nuovo slancio agli apparati pubblici, ridefinizione del principio di rappresentatività delle parti sociali. Obiettivi a cui sono stati successivamente aggiunti: la riforma delle banche e la riforma della riforma delle banche popolari. (in proposito, cfr., fra gli altri, Corriere-Economia dell’11 giugno, pag.5).
Se avete tenuto il conto e non vi è venuto a mancare il fiato, si tratta di 34 promesse programmatiche del neo-insediato (e millantato) “Governo del cambiamento”.
Neanche la vecchia DC e l’Esecutivo del clone berlusconiano Renzi erano arrivati a spararne così tante e così grosse.
Eppure, sia nella prima sia nel secondo non mancavano certo i demagoghi, gli imbonitori da asta televisiva, gli opportunisti, gli incapaci,  i demagoghi, i corrotti e via elencando  (almeno) 34 varietà di truffatori.

E. C.