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'Sovranità' gialloverde

La posizione del Governo è netta e unanime. Non è in discussione alcun proposito di uscire dall’euro”.
Giovanni Tria, neo-ministro dell’Economia

I fatti sono noti.
Il capo dello Stato attualmente in carica, tale Mattarella (nomen omen), nel corso delle consultazioni per la formazione del nuovo Governo targato M5s-Lega ha rifiutato per motivi politici un economista proposto come ministro dell’Economia, Paolo Savona, perché, in passato, aveva espresso dure critiche all’Unione Monetaria.
E ciò nonostante l’interessato avesse di recente escluso che l’Italia potesse essere condotta fuori dell’euro.
La Costituzione tanto amata dalla presidentessa della Camera, la “compagna” Boldrini, e, più in generale, dalla feccia variegata ma ugualmente fetente degli ex-picisti esclude che il capo dello Stato possa porre veti politici.
Infatti, “il diniego sul nome di un ministro può esserci per incompatibilità con il ruolo, per conflitto di interessi o indegnità causa per esempio da condanne penali, dunque solo per ragioni oggettive”, ha osservato al riguardo il costituzionalista Carlassare”.
Per ragioni oggettive, dunque, non politiche, quali, ad esempio, la difesa dell’europeismo, delle agenzie di rating, della finanza internazionale, e via a seguire.
Tutto ciò ad ennesima conferma (ma ce n’era bisogno?) che, grazie alle elezioni borghesi in una democrazia borghese, “il popolo” non è affatto “sovrano”, non decide cioè “liberamente” da chi essere rappresentato.
Non lo ricorda anche il vecchio adagio secondo il quale, a contare, in definitiva, sono i conti, intesi ovviamente in senso finanziario (l’allusione all’attuale presdelcons è assolutamente voluta)?

Red5