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Mamma li musulmani

Il mio vicino di casa, fresco di fidanzamento con la di lui ben più famosa “casalinga di Voghera”, è ossessionato dal “pericolo islamico”. Ha cioè paura di “quella gente là che prega con il culo al cielo”, invece, come càpita di fare a lui, rischiare l’intossicamento da incenso o contrarre qualche malattia infettiva per via dei ripetuti sbaciucchiamenti di statuette dai poteri miracolosi o di immaginette di Matteo Salvini, la new-entry della ricca galleria dei santi leghisti.
Il fatto è che il mio vicino di casa è ossessionato dalla “invasione islamista” (“arrivano a milioni”, mi è capitato spesso di sentirlo lamentarsi con i suo conoscenti e con il barista che gli somministra quotidianamente litri di vino scadente).
Ha poi tutti i torti, il mio vicino di casa, che le maestrine dalla penna rossa definirebbero “islamofobo”, senza rendersi conto che, così giudicandolo, farebbero un favore ad un semplice cretino?
Be’, le cose pare stiano un po’ diversamente.
Perché, in realtà, in Italia gli immigrati ortodossi sono più dei musulmani
Infatti , secondo un report della Fondazione ISMU, gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2017 che professano la religione cristiana ortodossa costituiscono il gruppo più numeroso con oltre 1,6 milioni di fedeli, seguiti dai musulmani con poco più di 1,4 milioni
Considerando anche cristiani di altre confessioni non comprese tra le principali (111mila in totale al 1° gennaio 2017, +3,8% rispetto ad inizio 2016), i cristiani (compresi i cattolici) stranieri residenti in Italia risultano in tutto 2,9 milioni, in aumento dello 0,6% nell’ultimo anno. Anche se non includono gli stranieri non iscritti in anagrafe, le elaborazioni di ISMU mettono in mostra che il panorama delle religioni professate dagli stranieri è variegato e sfata in particolare il pregiudizio secondo cui la maggior parte degli immigrati professa l’Islam. Per quanto riguarda le provenienze si stima che la maggior parte dei musulmani stranieri residenti in Italia provenga dal Marocco (408mila), seguito dall’Albania(206mila), dal Bangladesh (103mila), dal Pakistan (100mila), dall’Egitto (96mila), dalla Tunisia (93mila) e dal Senegal (87mila).
Fin qui i dati forniti dalla Fondazione ISMU.
La quale, comunque, per sua fortuna, non si vedrà attribuire l’ingrato compito di far capire, al mio vicino di casa “islamofobo”, che forse sarebbe il caso strillasse “mamma li cristiani!”, piuttosto che l’infondato “mamma li musulmani!”.


Eugenio Colombo