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Balotelli di nuovo in rete

Le elezioni politiche del 4 marzo scorso hanno salutato, per così dire,  l’ingresso in Parlamento per la prima volta nella storia della Repubblica “nata dalla Resistenza” di un senatore negro. Obiettate sùbito che avremmo dovuto, in omaggio al Politicamente Corretto, scrivere “mero”, invece che “negro”?
In realtà, se non lo abbiamo fatto è perché, se ci fossimo attenuti alla retorica ufficiale, saremmo incorsi in un falso storico, dal momento che, di parlamentari più o meno dichiaratamente fascisti, Camera e Sanato, per non parlare dello stesso Governo, sono zeppi da sempre. A dispetto dell’Antifascismo di facciata e della Costituzione “più bella del mondo”, parola della “compagna” Boldrini.
Il neo-senatore in questione si chiama Tony Iwobi, ed è di origine nigeriana.
Ha 62 anni, essendo nato a Gusau, nella Nigeria nord-occidentale, il 26 aprile 1955, e da 25 milita nel Carroccio. Di professione fa il piccolo imprenditore nel settore della sicurezza e dei servizi informatici. Inoltre, ha due lauree e, ammesso che la cosa possa interessare, vive con la moglie a Spirano, una cittadina di cinquemila abitanti della Bassa bergamasca.
Fin qui nulla di particolarmente originale. La stranezza fa  invece la sua comparsa con la presenza del nostro immigrato  africano nelle liste elettorali della Lega di Matteo Salvini, uno per il quale i negri vanno bene solo quando, come il cagnolino di molti nostri vicini di casa (non per niente, ci avete mai fatto caso?, in gran parte leghisti assatanati), stanno al loro posto, scodinzolano a comando e fanno regolarmente i loro bisognini sulla porta o nel giardinetto del loro prossimo, meglio se “di sinistra”.
La nomina del neo-senatore Tony Iwobi ha comunque suscitato la reazione indignata, e sacrosanta, del calciatore Mario Balotelli, oggi in forza al Nizza, che, su Instagram, ha scritto: “Forse sono cieco io o forse non gliel’hanno detto ancora che è nero. Ma vergogna!!!”.
Al nero Balotelli va allora il nostro più convinto e sincero applauso. Stavolta  non per un goal segnato su un campo di calcio, bensì perché, grazie al suo intervento, su Instagram piuttosto che sul pallone, ha fatto sì che, d’ora in poi, si potrà dare dello stronzo ad un “melanzano” (scuro fuori-bianco dentro) senza paura…di essere accusati di razzismo.

Luca Ariano