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Il Francesco progressista

“Papa Francesco non finisce mai di stupire e di emozionare”
Titolo del TG5 del 18 gennaio

Il “compagno” Francesco, il direttore generale del consiglio di amministrazione della più grande multinazionale del crimine che la Storia ricordi, durante la sua prima messa celebrata in Cile, ha espresso “dolore e vergogna” per i danni “irreparabili causati nei bambini dai sacerdoti pedofili di quel Paese..
“Bene, bravo, sette più!”, verrebbe da commentare ricorrendo ad un noto tormentone dalla coppia cabarettistica Cochi-Renato. Se non fosse…
Se non fosse che, ad officiare la messa con il “compagno” Francesco c’era il vescovo Juan Barros (vedi la foto che introduce l’articolo che state leggendo),  il vescovo di Osono che officiò, nel 2006, i funerali della bestia nazista Pinochet, ex-seminarista del famigerato padre Fernando Karadima – parroco della chiesa del Sacro Cuore di El Bosque de Santiago – ed accusato di essere stato testimone di alcuni degli abusi sessuali su minori commessi dal già ricordato Karadima, oltre che “protettore” e difensore di quest’ultimo, al punto di aver organizzato manifestazioni pubbliche in difesa del proprio “maestro”, compresa una messa solenne a lui dedicata.
“Il papa è responsabile della rimozione, se necessario, di ogni vescovo che abbia coperto un caso di abuso. Qualora non lo facesse il suo dolore e la sua vergogna non saranno credibili”, ha detto José Andrés Murillo, una delle vittime di Karadima ora alla guida della Fondazione Cilena Para la Confianza, che aiuta i sopravvissuti agli abusi sessuali.
In definitiva, qualche progresso, il “compagno” Francesco, lo ha comunque fatto: è passato dalla protezione dei militari argentini quando era arcivescovo di Buenos Aires negli anni di una delle dittature più infami e criminali della Storia alla protezione… dei suoi dipendenti pedofili.
In questo senso, e solo in questo senso, Francesco è senz’altro un Pa(p)a “progressista”.

Ravachol